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Camorra: gdf sequestra beni per oltre 65 mln euro al clan Mallardo (2)

domenica 23 giugno 2013
Camorra: gdf sequestra beni per oltre 65 mln euro al clan Mallardo (2)

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(Adnkronos) - Nel mirino dell'operazione eseguita questa mattina dai finanzieri del comando provinciale di Roma i fratelli Domenico e Giovanni Dell'Aquila, ritenuti appartenenti al noto clan camorrista Mallardo, e a Vittorio Emanuele Dell'Aquila e Salvatore Cicatelli, rispettivamente figlio e fiduciario di Giovanni Dell'Aquila, per conto del quale avevano costituito una cellula economica operante prevalentemente nel territorio del basso Lazio. Tra i beni oggi sequestrati alberghi, ristoranti, concessionari di autoveicoli e oltre 170 immobili. Le complesse indagini di polizia economico-finanziaria, coordinate dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma Giuseppe Pignatone sono state avviate nel 2012 e hanno consentito di accertare la costante ed inarrestabile ascesa, nelle province di Latina e Napoli e in parte anche in Emilia-Romagna, dei fratelli Dell'Aquila, noti imprenditori campani, attraverso rapporti dai reciproci vantaggi con esponenti di spicco del noto clan di camorra Mallardo. Come dimostrato dalle investigazioni del Gico (Gruppo investigazione criminalita' organizzata) del nucleo di polizia tributaria di Roma, la operativita' criminale del clan e' stata nel tempo orientata, oltre che al finanziamento del traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente al controllo - realizzato con la partecipazione finanziaria o con la riscossione di quote estorsive - delle attivita' economiche di rilievo (attivita' edilizia, appalti pubblici, forniture pubbliche, commercio all'ingrosso). L'asfissiante e maniacale gestione di ogni singolo aspetto della vita economica ha consentito al clan di potenziare, sistematicamente, la propria forza camorristica, realizzando, cosi', dopo l'iniziale controllo militare del territorio, un sostanziale controllo economico, esteso anche oltre il territorio di stretta competenza criminale. In particolare, le indagini nel tempo svolte dal nucleo di polizia tributaria di Roma hanno consentito di accertare come il clan Mallardo, proprio attraverso il segnalato "controllo economico" e attraverso considerevoli reinvestimenti di provviste illecite, non piu' limitandosi al territorio d'origine, abbia - ormai da tempo - esteso la propria sfera d'azione anche in altre regioni dell'Italia centrale e meridionale e in particolare nel Lazio, regione nella quale opera da oltre un lustro. (segue)