(Adnkronos) - E' poi emerso che la societa' inglese, dopo aver richiesto al cantiere navale la risoluzione del contratto di costruzione della lussuosa barca, aveva adito il Tribunale di Trani (sezione distaccata di Barletta) al fine di ottenere la restituzione della somma di oltre un milione di euro per asserito inadempimento del contratto di compravendita. La sentenza dello scorso agosto del giudizio civile incardinato davanti al Giudice monocratico di Barletta ha accolto le richieste della societa' londinese ed ha imposto alla societa' venditrice l'effettiva restituzione della somma di 1.120.000 euro. A seguito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Barletta, avendo verificato che la somma di denaro era stata concretamente erogata non dalla societa' inglese bensi' dall'imprenditore edile, effettivo acquirente del panfilo e che l'importo era del tutto sproporzionato rispetto al reddito dichiarato dallo stesso imprenditore nei due anni precedenti e nel 2007, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo dell'intera somma di 1.120.000 euro in quanto frutto di frode fiscale continuata. L'imprenditore edile di Barletta dovra' rispondere del reato di trasferimento fraudolento di valori mentre il rappresentante legale della societa' londinese del reato di riciclaggio. Infatti, A.M. avrebbe compiuto operazioni volte a sostituire denaro provento di evasione fiscale dell'imprenditore barlettano con un nuovo bene intestato fittiziamente alla societa' inglese da lui costituita, ostacolando l'identificazione della provenienza delittuosa delle somme di denaro impiegate nell'acquisto del bene di lusso riconducibile a C.A..



