Milano, 21 giu. (Adnkronos) - Un'assoluzione piena per Emilio Fede perche' "il fatto non sussiste" o, "in subordine, una condanna alla pena minima ma senza nessuna pretesa risarcitoria". Lo chiede Alessandra Guarini, legale dell'ex direttore del Tg4, oggi in tribunale a Milano per il processo 'Ruby 2' che vede imputato il suo assisitito per favoreggiamento e induzione alla prostituzione, anche minorile, e per cui l'accusa ha chiesto sette anni di carcere. Nel corso della sua arringa difensiva, durata circa 7 ore, l'avvocato ha cercato di smontare i teoremi dell'accusa, tacciata di "maschilismo" e, in riferimento alle notti di Arcore, a casa dell'ex premier Silvio Berlusconi, ha parlato di "atti sessuali al massimo tra persone adulte". Secondo il legale, "non e' stato provato in alcun modo dalla Procura che Emilio Fede abbia portato Ruby ad Arcore la sera del 14 febbraio 2010" e "neppure che abbia portato Karima da Lele Mora". I due, "che non si sentirono dopo il 14, ne' tra una serata e l'altra", non sono stati "visti arrivare insieme all'ingresso di Arcore da nessuno. Abbiamo sentito tutti i testimoni possibili su questo punto". Quanto all'accusa di prostituzione minorile a carico del giornalista, descritto dal pm Antonio Sangermano nella sua requisitoria come il 'reclutatore delle ragazze', "abbiamo le prove - sostiene la Guarini - che non sapesse che Karima fosse minorenne. Ce lo confermano entrambi". Ma, in ogni caso, "non c'e' neppure prova che Fede abbia favorito nella giovane comportamenti di carattere prostitutivo e non vi sono elementi che supportino l'accusa di induzione e favoreggiamento".



