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Maltempo: Cia, in Sardegna devastata agricoltura, e' sempre emergenza

domenica 24 novembre 2013
Maltempo: Cia, in Sardegna devastata agricoltura, e' sempre emergenza

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Roma, 19 nov. (Adnkronos/Labitalia) - "In Sardegna è emergenza totale. La furia del maltempo ha portato devastazione e, purtroppo, ancora vittime. Una tragedia nella tragedia. Un quadro estremamente drammatico che ripropone in maniera ferma l'esigenza di una valida opera di prevenzione dei disastri naturali. Il ripetersi ciclico degli eventi calamitosi non può portare alla rassegnazione perché essi sono incontrollabili e ineluttabili. Al contrario, è necessario superare atteggiamenti passivi o superficiali, adottando strategie dinamiche di progetto e di azione, attraverso gli strumenti ordinari della programmazione: progettare in sicurezza per assicurare un territorio tutelato e al tempo stesso produttivo". Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che esprime solidarietà alle famiglie colpite da questo nuovo disastro. "Il ciclone Cleopatra - ricorda - ha portato forti temporali e piogge abbondantissime. Le conseguenze anche per l'agricoltura sono disastrose. I danni incalcolabili. Le campagne della Sardegna -rileva la Cia- sono in ginocchio. Sono andate sott'acqua strutture aziendali e fabbricati agricoli (serre, magazzini, cascinali, cantine, stalle). Centinaia di famiglie sono state evacuate. Danneggiati diversi macchinari. Moltissimi i campi coltivati allagati. Frane, smottamenti e straripamenti dei fiumi e dei canali hanno reso impraticabili molte strade rurali. Pesanti le conseguenze anche per gli allevamenti (numerosi i capi andati dispersi). Da qui la richiesta dell'immediata dichiarazione dello stato di calamità". "Il maltempo sta avendo effetti pesantissimi -avverte- anche in altre regioni, in particolare in Calabria e in Puglia, dove si registrano allagamenti e smottamenti dei terreni. Quest'ennesima tragedia dimostra ancora una volta l'assoluta mancanza di prevenzione. Dal 1950 a oggi si sono spesi più di 200 miliardi di euro per riparare i danni causati da calamità naturali. Sarebbe bastato destinare il 20% di questa cifra a opere di manutenzione del territorio per limitare le disastrose conseguenze e soprattutto le perdite umane. E quello che sta avvenendo ripropone con forza le tematiche legate all'assetto idrogeologico e alla sicurezza delle persone e delle attività produttive, soprattutto in agricoltura". (segue)