Roma, 19 nov. (Adnkronos/Labitalia) - "Non si possono aspettare tragedie come quelle in corso in Sardegna per chiedere interventi sul fronte della messa in sicurezza del territorio. La Filca-Cisl, insieme alle altre parti sociali del settore, lo ripete da anni: non vogliamo nuove colate di cemento ma riteniamo che interventi sul territorio e sulle abitazioni già esistenti siano urgenti e improrogabili, per evitare che eventi come quelli in corso in Sardegna, pur se eccezionali, producano devastazioni così terribili e provochino la perdita di tante vite umane". Lo dichiara Domenico Pesenti, segretario generale Filca-Cisl. "I rischi sismici e il dissesto idrogeologico - afferma - interessano una parte importante del territorio nazionale. E' per questo che bisogna mettere gli enti locali nelle condizioni di investire in questi settori, e una prima misura è certamente l'allentamento del Patto di stabilità per gli enti virtuosi. La legge di stabilità sembrerebbe sbloccare 2,5 miliardi, ma è necessaria una corsa contro il tempo, perché gli eventi meteo non aspettano le lungaggini burocratiche". "Gli interventi di messa in sicurezza del territorio - spiega il segretario generale degli edili della Cisl - sono necessari ma anche convenienti, perché permettono di risparmiare rispetto ai danni provocati da terremoti e alluvioni, salvando vite umane, e rimettono in moto l'edilizia e tutto il settore delle costruzioni. Quest'ultimo, come ha comunicato l'Istat, ha perso nei primi nove mesi dell'anno un ulteriore 11,2% rispetto al 2012. Dall'inizio della crisi - conclude Pesenti - il comparto delle costruzioni ha perso oltre 700mila addetti, che vuol dire che ci sono altrettante famiglie in difficoltà, oltre 2 milioni di persone, come gli abitanti di Milano e Napoli insieme".



