Città del Vaticano, 19 nov. (Adnkronos) - "Si può essere chiamati anche a cose impensate". E' quanto afferma monsignor Mariano Crociata, nominato oggi da papa Francesco vescovo di Latina, ripercorrendo nell'aula magna della Cei davanti al presidente, il cardinale Angelo Bagnasco, la sua chiamata a segretario generale della Conferenza Episcopale italiana nel 2007 ad opera di papa Benedetto XVI su indicazione dello stesso Bagnasco. "Era un ufficio che non mi sarei mai immaginato di ricoprire e da ciò ho imparato che si può essere chiamati anche a cose impensate", riflette sottolineando che ora, questo nuovo momento "segna un passaggio importante per me, ma in qualche modo anche per la Chiesa in Italia e per la Cei". Nel ruolo di segretario generale dei vescovi italiani, "mi è stata a cuore e ho condiviso con voi la preoccupazione non solo per l'immagine pubblica della Chiesa in Italia, ma soprattutto per la vita delle nostre diocesi, dei vescovi, dei preti, delle comunità, di tutti i credenti e di quanti in qualche modo stanno a osservare e cercano qualcosa per la loro esistenza e la loro segreta speranza. In questi anni intensi e talora faticosi - ha proseguito Crociata - abbiamo operato con l'avvertenza sempre viva della responsabilità consegnata alla mia e alla nostra presenza, alle decisioni da prendere, agli adempimenti portati a esecuzione, alle parole dette e scritte". Quanto al suo nuovo incarico come vescovo di Latina, "a noi compete fare del nostro meglio, sempre e dovunque", sottolinea. "Noi siamo umile strumento, a volte perfino mero rimando o richiamo a un percorso della grazia che, in forza dell'incarnazione, agisce dentro le istituzioni, ma non può venire da esse tenuta in catene: è consolante pensarlo, perché altrimenti - osserva Crociata - sarebbe schiacciante il peso della responsabilità che ci incombe addosso".




