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Maltempo: Architetti, tragedia era scritta, classe politica sorda

domenica 24 novembre 2013
Maltempo: Architetti, tragedia era scritta, classe politica sorda

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Roma, 20 nov. - (Adnkronos) - "Era già tutto scritto e ora è del tutto inutile scandalizzarsi: almeno ci si risparmi la farsa di indicare nei cambiamenti climatici la responsabilità di questa ennesima, immane tragedia. Urbanizzazione selvaggia, scellerato consumo del suolo, disprezzo e violazione di ogni norma di pianificazione: mischiati assieme, questi tra fattori, uniti all'arroganza ed alla assoluta mancanza di una visione di lungo periodo di una classe politica sorda a tutti i suggerimenti, hanno portato alla conta dei morti di queste ore". Così Leopoldo Freyrie, il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sulla alluvione in Sardegna. "Sarebbe stato sufficiente -prosegue- che politici e amministratori avessero ascoltato la voce di quanti, come gli architetti, ad esempio, da anni vanno gridando: fermare l'abusivismo; ascoltare le denunce sui rischi idrogeologici e sismici che incombono su un territorio fragile e delicato come l'Italia; pianificare il territorio pensando alle generazioni future e non alle elezioni future. L'Abruzzo, le Cinque Terre, Genova, l'Emilia Romagna e il Mantovano, la Toscana: un rosario di tragedie e una litania di recriminazioni e, poi, di buoni propostiti subito dimenticati". Naturalmente, aggiunge, "piove sul bagnato con una crisi economica devastante che ormai rende difficile anche solo pianificare gli interventi più urgenti: un'elemosina i venti milioni di euro stanziati dal Governo per il disastro in Sardegna, ma soprattutto i trenta previsti dalla Legge di Stabilità 2014 per tutti gli interventi per l'anno prossimo per la messa in sicurezza del territorio italiano. Quello che mi auguro -conclude Freyrie- è che ora sia chiaro all'Italia e all'Europa che il patto di stabilità non può e non deve impedire gli investimenti che salvano la vita delle persone; in caso contrario saremmo entrati non nell'era dell'economia globale ma in quello dell'inciviltà crudele. Ci auguriamo anche che venga accelerato l'iter per l'approvazione della legge sulla riduzione del consumo del suolo".