(Adnkronos) - Gli scolari tra la quarta elementare e il secondo anno delle superiori, "nel 22% dei casi riferisce di avere avuto esperienze spiacevoli sul web, ma il 27% ammette di essere stato invitato a incontrare personalmente persone trovate in Rete", racconta ancora Rapetto."Inquieta apprendere che l'8% degli oltre 1.500 ragazzi che hanno compilato i questionari ha accettato appuntamenti con sconosciuti". Il 28% dei giovanissimi adopera in Rete un soprannome o un nickname, mentre il 12% è registrato sui social network con un falso profilo o un'identità non corrispondente alla propria. "Al 12,8% dei giovanissimi piace raccontare bugie sui social network: nel ruolo di Pinocchio ci si ritrovano meglio i maschietti (14,5%) che distanziano le femminucce di 7 punti (7,4%)" commenta Marotta. A fronte delle ragioni che spingono ad agire sotto falso nome, emerge che l'84% dei ragazzi sa di poter essere denunciato per comportamenti tenuti su Internet e sui social network. Affrontato anche il tema dei rischi di abuso e violenza nella comunicazione digitale tra minori: la tavola rotonda all'Istituto Tecnico Professionale Gorjux di Bari, prende spunto da alcune sequenze del film "Disconnect", opera fuori concorso alla 69.ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Racconta l'intreccio di differenti personaggi che incrociano la loro vita attraverso l'uso dei social network, ispirandosi a fatti accaduti. Il fenomeno del 'sexting', la messaggistica a contenuto esplicitamente sessuale con invio di immagini e filmati a luci rosse, autoprodotti anche da minorenni, è uno dei temi salienti della campagna di sensibilizzazione Telecom. Oltre a spiegare ai giovanissimi i pericoli di questi comportamenti e l'impossibilità di porre rimedio a certe bravate, l'iniziativa giunge ad approfondimenti per professionisti, legali ed educatori



