Verona, 21 nov. (Adnkronos) - Quasi 228mila studenti, per la precisione 227.886, 3.177 scuole, 77.991 strutture ospitanti: sono i numeri più aggiornati dell'alternanza scuola-lavoro presentati oggi a JOB&OrientaSalone nazionale dell'orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, inaugurato stamattina alla Fiera di Verona all'interno del convegno "L'Alternanza scuola-lavoro …un'opportunità per l'occupazione dei giovani". Dati raccolti dall'ultimo monitoraggio dell'Istituto nazionale di Documentazione, innovazione e Ricerca educativa (Indire) su incarico del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, che segnalano - nonostante le risorse in calo (dai 26 milioni di euro dello scorso anno si è passati a soli 20 milioni di finanziamento per l'anno scolastico in corso) - un trend senz'altro positivo. L'alternanza scuola-lavoro è una metodologia di insegnamento innovativo rivolta agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età: i numeri ne confermano l'efficacia sia per i ragazzi, come strumento di orientamento, sia per le scuole, come opportunità di collegamento diretto con le filiere economico-produttive dei territori. Nell'anno scolastico 2012-2013 il 45,6% delle scuole secondarie di secondo grado (3.177 su 6.972) ha attivato percorsi di questo tipo: di queste, il 44,4% sono istituti professionali, il 34,2% tecnici, il 20% licei, l'1,5% altri istituti. I 227.886 studenti coinvolti sono pari all'8,7% della popolazione studentesca contro il 7,5% dell'anno precedente, evidenziando un aumento del 20,3%; per la maggior parte si tratta di iscritti agli istituti professionali (65,5%), a seguire studenti degli istituti tecnici (24,3%) e dei licei (9,5%). Numeri in crescita (+19,2%) anche per quanto riguarda le strutture ospitanti, tra imprese, studi professionali, enti della pubblica amministrazione, associazioni di categoria, sindacati, scuole e asili, centri per l'impiego, onlus e associazioni di volontariato, centri studi: 77.991 in tutto, di cui il 58,2% (45.365) sono imprese. Per queste, i settori produttivi maggiormente rappresentati sono quelli legati alle "attività dei servizi alloggio e ristorazione" (il 29,4% del totale), seguono le "attività manifatturiere" (20,7%), "altre attività di servizi" (13,7%), e le "attività professionali, scientifiche e tecniche" (10,9%). (segue)



