Firenze, 22 nov. - (Adnkronos) - Esiste un "modello Toscana" (Touscan Approach) nel governo e nelle scelte per l'educazione nell'infanzia, da zero a sei anni. Un modello noto e riconoscibile, forte di un tasso elevato di integrazione tra pubblico e privato sociale e di un orientamento nelle politiche di settore confermato nel tempo. Da parte della Regione, dell'Assemblea elettiva toscana, degli stessi Comuni alle prese con un settore fondamentale per la vita quotidiana delle famiglie e delle donne, e soprattutto per lo sviluppo dei cittadini di domani, con ricadute certe dal punto di vista economico e sociale. Alla giornata di studi promossa dalla Commissione Cultura del Consiglio regionale in palazzo Bastogi - "L'educazione da zero e sei anni: Regioni a confronto" - il "modello toscana" si sostanzia nelle osservazioni di Alessandra Maggi, presidente dell'Istituto degli Innocenti - seguite dall'intervento del ricercatore dello stesso Istituto, Maurizio Parente - e nella relazione di Sara Mele, Responsabile settore infanzia della Giunta regionale toscana. Dopo i saluti del presidente della Commissione Cultura, Nicola Danti e l'introduzione di Gianluca Parrini (Pd), segretario della commissione, Daniela Lastri, dell'Ufficio di presidenza del Consiglio, presenta gli interventi che centrano l'importanza della continuità educativa 0-6 anni, ormai acquisita a livello europeo e supportata delle neuro scienze. Maggi muove dal monitoraggio che l'Istituto degli Innocenti svolge sia a livello nazionale che regionale con il Centro di documentazione sull'infanzia e l'adolescenza. Il quadro toscano è alto: "Grazie all'impegno del governo regionale abbiamo un livello della qualità del servizio che ha superato gli obiettivi di Lisbona, e grazie alle sezioni Pegaso oltre 3mila bambini hanno la scuola dell'infanzia malgrado la contrazione dei finanziamenti statali". (segue)



