Roma, 22 nov. (Adnkronos Salute) - In Piemonte è stato realizzato un efficace modello per il trattamento dell'insufficienza renale, che potrebbe costituire in futuro un punto di riferimento a livello nazionale con l'ambizioso obiettivo di curare meglio spendendo meno. Spendere meno e curare meglio è possibile, in Piemonte e, di conseguenza, in tutte le altre Regioni d'Italia. È il messaggio lanciato oggi nel corso della conferenza stampa di chiusura dell'evento 'Il modello della Rete nefrologica piemontese per la cura delle malattie renali: dalla terapia conservativa a quella sostitutiva'. In Piemonte, circa 700 nuovi casi ogni anno (160-170 casi/milione abitanti /anno), giungono a una insufficienza renale che deve essere trattata con la dialisi. Di questi, circa il 20% ha indicazione al trapianto renale mentre i rimanenti devono essere trattati a vita con la dialisi. Il modello di rete nefrologica piemontese ha consentito negli ultimi 5 anni una stabilizzazione del numero dei pazienti in trattamento dialitico, in controtendenza rispetto al panorama nazionale. Durante la mattinata sono stati presentati tutti i dati - elaborati da Mario Salomone, responsabile dell'Osservatorio della malattia renale cronica - dei successi ottenuti nella cura delle malattie renali e gli obiettivi che si potranno raggiungere nei prossimi anni grazie alla collaborazione di nefrologi, infermieri, dietologi, psicologi, amministratori e associazioni di pazienti. Un interessante momento di confronto, condotto da Luigi Biancone e da Giusto Viglino, per presentare e approfondire tutti i temi legati alla nefrologia: dalla prevenzione della malattia fino al trapianto renale. (segue)



