(Adnkronos Salute) - "Il punto di forza del modello Piemonte - ha dichiarato Giusto Viglino, presidente della Società italiana di nefrologia (Sin) sezione Piemonte e Valle d'Aosta - è costituito dalla possibilità di garantire ai cittadini piemontesi affetti da malattia renale equità di accesso a un programma integrato di prevenzione, diagnosi e cura che, per gli stadi terminali della malattia, prevede la possibilità di ricorrere alla terapia conservativa con la dieta ipoproteica o a quella sostitutiva con la dialisi (emodialisi o dialisi peritoneale) e il trapianto". "Questo risultato - ha spiegato Antonio Amoroso, coordinatore del Centro regionale trapianti - è stato reso possibile dall'elevato numero di trapianti eseguiti in Piemonte. La collaborazione dei Centri nefrologici con quelli di trapianto permette un'attenta valutazione dei pazienti candidabili al trapianto e le stesse nefrologie garantiscono nel post-trapianto un attento follow-up del paziente". Sono circa 150 i piemontesi trapiantati ogni anno e, seguendo questo andamento, tra circa 7 anni il loro numero è destinato a superare quello dei pazienti in dialisi. Rispetto alla dialisi, con il trapianto si realizza non solo un aumento della qualità e dell'aspettativa di vita ma anche un risparmio economico. Un trapianto stabilizzato, infatti, costa circa 10.000 euro all'anno per paziente contro un costo dell'emodialisi di oltre 50.000 euro e della dialisi peritoneale di 30-35.000 euro. Questi importanti risultati sul trapianto potranno ulteriormente essere migliorati dall'attuazione della delibera MaRea (Malattia renale avanzata), approvata il 2 agosto 2013, che consentirà di ridurre i tempi di iscrizione in lista trapianto anche grazie al prossimo avvio, entro luglio 2014, del programma di trapianto preventivo da donatore deceduto e all'incremento di quello da donatore vivente. La delibera prevede inoltre l'incremento delle attività rivolte alla prevenzione delle complicanze, al rallentamento della progressione e alla terapia conservativa della Malattia renale cronica, da realizzare anche con l'ausilio delle rete delle dietologie piemontesi. Anche in questo caso il minore ricorso alla dialisi consentirà un risparmio economico, dal momento che la terapia conservativa ha un costo molto inferiore alla dialisi, pari a circa 11.000 euro l'anno. (segue)



