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Politica: tra endorsement e affondi, quando i cantanti si schierano/Adnkronos (3)

domenica 24 novembre 2013
Politica: tra endorsement e affondi, quando i cantanti si schierano/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) - A fine luglio, ci ha pensato Francesco De Gregori, ad animare il dibattito musical-politico sotto gli ombrelloni, con un'intervista in cui ha annunciato che non votera' piu' perche' disamorato di un Pd che "si commuove per lo slow food e poi magari, 'en passant', strizza l'occhio ai No Tav per provare a fare scouting con i grillini". Il Pd in compenso non ha perso Jovanotti, per il momento. Il musicista e' schierato apertamente pro-Renzi. "Se avessimo avuto la forza di mettere un uomo di 38 anni, avrebbe potuto trasformare lo scenario", perche' Matteo Renzi "una visione di cambiamento ce l'ha", ha detto in un'intervista all'inizio di settembre. E ancora: "Dopo Berlusconi e Grillo c'e' bisogno di energia nuova". Quanto a Grillo, "sono un fan dell'uomo di spettacolo, ma quando ascolti un comizio di Grillo non ti viene mai voglia di rimetterti in gioco, di cambiare la tua vita", ha detto Jova, che ha insistito: "Adesso serve Renzi". Un appoggio al sindaco-rottamatore che ha attirato sul rapper-cantautore feroci critiche da parte del collega Piero Pelu', al quale invece "Renzi fa molta paura", perche' "e' un berluschino cresciuto con Mediaset nel sangue". E su Jovanotti ci va giù duro: "In questi anni non ha mai smesso di saltare sul carro prima di D'Alema poi di Veltroni. Ora di Renzi. Basta ricordare quando Jovanotti a Sanremo fece il rap dedicato a D'Alema. Ogni artista -secondo Pelù- dovrebbe stare il più possibile al di fuori dei giochi della politica. La politica è capace solo di sfruttare l'immagine degli artisti per poi dar loro un calcio nel culo nel momento più opportuno". Proprio quello che oggi, intanto, ha dato Ligabue al Pd.