Bari, 14 ott. - (Adnkronos) - "C'e' sia la politicizzazione della sanita' che la 'sanitizzazione' della politica. Non conosco una sola campagna elettorale nella quale i medici non siano stati protagonisti". Cosi' il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, questo pomeriggio durante un dibattito con i rappresentanti dei consigli provinciali dell'Ordine dei Medici di tutta la Regione, ha puntato il dito contro le commistioni tra politica e sanita'. "E a capo delle rivolte contro la chiusura degli ospedali - ha aggiunto - spesso non c'era la popolazione, ma i primari che stavano per perdere il reparto. Noi non vogliamo, come disse monsignor Magrassi, 'ospedali per curare campagne elettorali, ma ospedali per curare persone'. Sappiamo - ha rimarcato rivolgendosi alla platea - che ad esempio il 52% di parti cesarei e' un problema: lo si affronti. Non abbiamo bisogno di corporativismo nelle professioni, ma di rimettere al centro il diritto alla salute, oggi in discussione e non potremo cavarcela con un 'adda passa' la nuttata'. La sfida che accettiamo e' quella della cooperazione nella programmazione, non nella gestione - ha concluso - sapendo bene che 2400-2500 assunzioni erano il minimo indispensabile per mettere in sicurezza al minimo il sistema, ma che al ministero dell'Economia stanno lavorando per impedircelo e a quel ministero non importa che non possiamo rispettare i Lea (livelli essenziali di assistenza ndr)". L'assessore Gentile ha confermato che "ci sono aggiustamenti non rinviabili, come l'Assistenza domiciliare integrata e l'abbattimento delle liste di attesa, il 118, ma i tagli fanno esplodere ogni possibilita' di proposta. Nessuno sopravvivera' - ha continuato - se i tagli continueranno: è minata la tenuta del sistema pubblico universale e si va verso la privatizzazione: con questo tsunami in vista la categoria non puo' non sentirsi minacciata. Non e' tempo di invocare norme che risalgono al 1946, ma di mettere mano al confronto con la perimetrazione puntuale di compiti istituzionali, sindacali, professionali. Parta infine dalla classe medica - ha concluso Gentile - il grido contro i tagli, la privatizzazione la precarizzazione dei rapporti di lavoro".



