Roma, 15 ott. (Adnkronos) - Debutta il 17 ottobre prossimo 'La finta semplice' di Mozart al Teatro Sociale di Como (in Via Bellini 3), ore 20,30. L'opera sarà messa in scena anche sabato 19 ottobre. Un dramma giocoso in tre atti KV 51 su libretto di Marco Coltellini da Goldoni che pare sia stato rappresentato per la prima volta a Salisburgo, nel Palazzo Arcivescovile, il 1° maggio del 1769. Rosina sarà interpretata da Salome Jicia. Don Cassandro da Andrea Concetti. Don Polidoro da Raoul d’Eramo. Giacinta da Elena Belfiore. Ninetta da Bianca Tognocchi. Fracasso da Matteo Mezzaro. Simone da Gabriele Nani. La narratrice è Annagaia Marchioro. Il Direttore è Salvatore Percacciolo. La regia la firma Elisabetta Courir e le scene Francesco Arrivo. I costumi, invece, sono di Anna Cavaliere.Il light designer è Giuseppe Ruggiero, mentre l'Orchestra è 'I Pomeriggi Musicali di Milano'. Coproduzione Teatri del Circuito Lirico Lombardo. Mozart aveva tredici anni quando compose 'La finta semplice'. Ed è un prodotto teatrale nel quale il compositore dimostra straordinarie doti di assimilazione con adattamento al gusto corrente, consapevole dei più sottili processi comunicativi ed espressivi del teatro musicale. È una commedia che vuole rappresentare non il mondo reale, ma la sua estrema semplificazione: un mondo soddisfatto di sè e dei suoi riti, lontano dai conflitti sociali. Il libretto sembrerebbe di Goldoni, ma già nel 1747 lo stesso titolo era stato recitato a Venezia al Teatro Sant'Angelo nella traduzione redatta da Gasparo Gozzi, da una pièce di Destousches, inoltre quando Mozart la scrisse per essere realizzata a Vienna nel 1768, furono richiesti tali cambiamenti alla partitura da parte dell' impresario e dei cantanti, che l' opera non poté andare in scena. Nel nuovo allestimento del Circuito Lirico Lombardo l'ambientazione vuole avvalersi di uno spazio in continuo movimento, dove in primo piano ci siano solo la vivacità, la sorpresa e il buon umore che pervadono tutta l'opera, creando l'impressione di un'allegrezza che ci restituisce quel senso motorio di spensierata naturalezza. Gli ambienti sono solo suggestioni dove i personaggi combattono un’allegra guerra amorosa. I loro desideri li sospingono verso un’unione ma la musica suggerisce che la loro casa non debba essere un'ancora, ma un albero maestro, perché ciò che nell'uomo è illimitato vive nella dimora del cielo, la cui porta è la nebbia mattutina e le cui finestre sono i canti e i silenzi della notte.



