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Shoah: Papa, non abbassare la guardia contro antisemitismo e razzismo

domenica 20 ottobre 2013
Shoah: Papa, non abbassare la guardia contro antisemitismo e razzismo

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Città del Vaticano, 16 ott. (Adnkronos)- "Non appiattire la propria esistenza, non lasciarsi trascinare da ideologie, non giustificare mai il male che incontriamo, non abbassare la guardia contro l'antisemitismo e contro il razzismo, qualunque sia la loro provenienza". E'il messaggio che papa Francesco rivolge alle nuove generazioni, contenuto nella lettera inviata al rabbino capo e agli "stimati membri della comunità ebraica" di Roma - chiusa significativamente con il tradizionale saluto e augurio di pace in ebraico "Shalom!" - con la quale esprime il suo desiderio di unirsi "con la vicinanza spirituale e la preghiera" alla commemorazione del 70° anniversario della deportazione degli ebrei di Roma. "Mentre ritorniamo con la memoria a quelle tragiche ore dell'ottobre 1943, è nostro dovere - sottolinea il Papa - tenere presente davanti ai nostri occhi il destino di quei deportati, percepire la loro paura, il loro dolore, la loro disperazione, per non dimenticarli, per mantenerli vivi, nel nostro ricordo e nella nostra preghiera, assieme alle loro famiglie, ai loro parenti e amici, che ne hanno pianto la perdita e sono rimasti sgomenti di fronte alla barbarie a cui può giungere l'essere umano". Ma Francesco osserva che "fare memoria di un evento non significa semplicemente averne un ricordo; significa anche e soprattutto sforzarci di comprendere qual è il messaggio che esso rappresenta per il nostro oggi, così che la memoria del passato possa insegnare al presente e divenire luce che illumina la strada del futuro". Riprendendo la frase di Giovanni Paolo II per il quale "la memoria è chiamata a svolgere un ruolo necessario nel processo di costruzione di un futuro, nel quale l'indicibile iniquità della Shoah non sia mai più possibile" e quella pronunciata da Benedetto XVI nel campo di concentramento di Auschwitz, "il passato non è mai soltanto passato; esso riguarda noi e ci indica le vie da non prendere e quelle da prendere", Jorge Mario Bergoglio auspica che "da iniziative come questa, possano intrecciarsi e alimentarsi reti di amicizia e di fraternità tra ebrei e cattolici, in questa nostra amata città di Roma".