(Adnkronos) - Sono soprattutto immagini religiose quelle che si sono salvate dall'ingiuria del tempo, come testimoniano le molteplici raffigurazioni della Madonna in maesta', dei santi patroni, di episodi evangelici esemplari come l'Incredulita' di San Tommaso, immagine collegata all'amministrazione della giustizia e all'accertamento della verita' (Giovanni Toscani, Galleria dell'Accademia, affresco staccato nel Palazzo dei Vicari, Scarperia). Alcuni rari disegni rinascimentali (Andrea del Sarto, Studi per figure maschili appese per un piede, Gabinetto Disegno e Stampe degli Uffizi) illustrano invece il genere delle pitture infamanti, pitture murali situate in luoghi pubblici che raffiguravano, non di rado con dettagli raccapriccianti, fatti e personaggi invisi alla citta' di Firenze. Immagini ben augurali quelle che trovavano posto nel mercato, luogo per il quale lo scultore Donatello esegui' la statua della Dovizia (Abbondanza), oggi perduta, ma documentata da derivazioni realizzate nei secoli seguenti (Digione, Muse'e des Beaux- Arts; Minneapolis, The Minneapolis Institute of Arts). Anche la decorazione delle porte cittadine e le immagini araldiche che arricchivano le mura costituivano un'altra occasione per celebrare la citta' e i suoi alleati. (segue)


