(Adnkronos) - Nella ricerca si legge anche che "colpisce che una parte non piccola dichiari di saltare alcuni pasti (18%); di fare meno da mangiare per puro piacere (13%); e persino di ridurre il numero delle porzioni ai pasti (2%). La qualita' del cibo, anche in tempo di crisi, rappresenta un aspetto importante per l'alimentazione degli Italiani. I nostri connazionali appaiono disposti a ridurre - volenti o nolenti - le quantita' ma cercano in ogni modo di non cedere sulla qualita' di quel che mangiano e bevono: infatti, il 61% e' riuscito nell'ultimo anno a difenderla e l'11% addirittura a migliorarla, col restante 28% che e' stato costretto a ridurla (nella meta' dei casi solo per taluni prodotti). E anche per il futuro, per i prossimi dodici mesi il 66% ipotizza stabilita', il 14% incremento e il 20% decremento (prevalentemente non generalizzato)". "Il buon cibo rimane comunque un aspetto centrale per gli Italiani: per il 44% senza riserve e per il 46% con preoccupazioni economiche e con timori circa la sicurezza alimentare. Per di piu' il Paese e' convinto che l'alimentazione abbia un ruolo non solo rilevante ma decisivo per quel che riguarda la salute (75%), la prevenzione delle malattie (63%), l'allegria e il buon umore (54%), la cura delle malattie (54%), l'efficienza nel lavoro e nello studio (45%), la felicita' (44%), la sessualita' (32%), le relazioni con gli altri (31%), il carattere e la personalita' (28%)". "La centralita' del cibo si ricava anche dal favore che gli italiani esprimono per l'introduzione di un'etichetta che evidenzi la filiera italiana degli alimenti. Il 52% del campione sostiene di conoscere il significato del termine filiera e il favore degli intervistati per la filiera solo italiana risulta dominante: per il 65% forte e per il 32% medio oppure forte ma solo per alcuni prodotti. Ne consegue una posizione di grande favore del 92% per un simbolo che indichi che un prodotto alimentare o una bevanda sono prodotti solo in Italia e solo con materie prime italiane: il 78% lo vorrebbe per tutti i prodotti e il 14% solo per alcuni. E, cosa ancora piu' significativa, malgrado le difficolta' di questo lungo periodo di crisi, il 54% degli intervistati (20,9 milioni) si dice disposto a pagare un po' di piu' un prodotto connotato da un simbolo o icona di garanzia che indichi che un prodotto alimentare o una bevanda sono prodotti solo in Italia e solo con materie prime italiane". (segue)




