"'I tre dipinti - ha ricordato ancora Ginevra Elkann, nel corso nell'incontro, che si e' svolto nei giardini del Museo ebraico di Roma - vennero portati in Italia, ed esposti, per decisione di mio nonno, nella sede della Stampa, giornale al quale aveva collaborato lo stesso Levi, dal 1959 con saggi ed elzeviri. Mio nonno - ha raccontato ancora - decise di collocare i quadri di Rivers al primo piano. La sala, che venne intotolata a Primo Levi, non era aperta al publico, ma era destinata ad accogliere i visitatori piu' illustri per un primo saluto, per un brindisi di benvenuto". E tra i ricordi della giovane Ginevra Elkann, anche uno legato alla nonna paterna, Carla Ovazza. "Mia nonno mi raccontava, sorridendo - ha proseguito la figlia dello scrittore e giornalista Alain- che aveva insegnato a pattinare a Torino a Primo Levi". Nelle opere esposte a Roma Larry Rivers ha miscelato le diverse identita' di Primo Levi. Ebreo, chimico, partigiano, deportato, sopravvissuto allo sterminio e soprattutto scrittore. Accompagnano i quadri dell'artista americano alcuni documenti prestati dal Centro Internazionale di studi Primo Levi di Torino e dall'Istituto romano per la storia d'Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar). Durante il periodo della mostra, il Centro di Cultura Ebraica e la libreria Kiryat Sefer, ma anche Il Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica (20-25 luglio) dedicheranno un ciclo di incontri ed alcuni eventi a Primo Levi.(segue)




