Milano, 4 giu. - (Adnkronos) - "La sua qualita' di capo della parte politica avversa a quella di Fassino rende logicamente necessario il suo benestare alla pubblicazione della famosa telefonata, non potendosi ritenere che, senza il suo assenso, quella telefonata, che era stata fatta per altro ascoltare a casa sua fosse poi pubblicata". Cosi' i giudici milanesi descrivono nelle motivazioni della sentenza per il caso Bnl-Unipol la posizione dell'ex premier Silvio Berlusconi, in merito alla possibilita' di pubblicare la telefonata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte.



