(Adnkronos) - "Chiediamo - ha proseguito - all'apostolo Paolo che ridesti nelle nostre Chiese del Nordest, nello spirito del secondo convegno d'Aquileia, una fede che sia capace di testimoniare e annunciare il Vangelo in dialogo con le culture, avendo di mira nella riscoperta della dottrina sociale della Chiesa il bene comune delle nostre terre, cosi' provate dalla perdurante crisi economica". Mons. Moraglia ha, quindi, proposto una riflessione sul ministero petrino e sulla figura del Papa, sulla sua recente elezione e sulla realta' della Chiesa invitando a considerare che "Dio ha una logica che non e' quella degli uomini e, tanto meno, quella del mondo. La Chiesa - l'abbiamo toccato con mano - e' una realta' diversa da come la presentano i media; noi uomini di Chiesa non sempre ne siamo consapevoli e ca'pita, talvolta, che ci facciamo dire dai media che cosa e' la Chiesa… Sarebbe bene ricavarne un insegnamento per il futuro". "Le questioni ecclesiali, poi - ha aggiunto - non possono essere lette acriticamente secondo le prospettive del mondo, perche' il Vangelo non ci insegna il buon senso del mondo ma la verita' di Dio". "Con semplicita' disarmante - ha continuato il patriarca - Papa Francesco ci ha ricordato che camminare con la gente del nostro tempo, edificando la Chiesa sempre sulla Croce di Cristo, e' evangelicamente necessario e lo e', particolarmente, oggi perche' viviamo immersi in una cultura autoreferenziale e individualista. E, se viene meno la vigilanza evangelica, si finisce per porre il proprio io, il proprio appagamento e la propria volubilita' al centro di tutto". (segue)




