Roma, 7 nov. (Adnkronos/Ign) - Non si placa la polemica scatenata dalla parole pronunciate da Alda D'Eusanio nella puntata di lunedì della 'Vita in diretta' di Rai1 che presentava la storia di Max Tresoldi, un ragazzo risvegliatosi dal coma con gravi disabilità. La giornalista, invitata al programma nella veste di opinionista, dal momento che ha vissutta essa stessa un'esperienza di coma, aveva definito una 'non vita' quella di chi è così gravemente disabile. "Non volevo parlare di Max e della sua famiglia. Ognuno è libero di scegliere. Io parlavo di ciò che penso dopo essere stata io stessa in coma. Sono davvero dispiaciuta. Non è assolutamente vero tutto quello che dicono: io non ho attaccato nessuno e insultato nessuno", commenta Alda D'Eusanio all'Adnkronos. "Ero stata invitata al programma per parlare della vicenda delle baby prostitute. Poi mi hanno chiesto di restare sapendo che ho avuto l'esperienza del coma da cui mi sono risvegliata. E ho detto quello che penso per la mia vita, senza ipocrisie. E quello che pensano in tanti ma non hanno il coraggio di dire. Cioè che è importante capire come si torna. Io, per esempio, avendo scoperto che si può eleggere un tutore a tutela della propria libertà di cura, dopo quell'esperienza ho nominato un medico, lasciando disposizioni contro l'accanimento terapeutico nel caso che mi capiti qualcosa che mi riduca a vivere come un vegetale. Ma questa opinione riguarda me e solo me. Per me è importante poter vivere una vita dignitosa. Nessun altro. Perché ognuno può decidere di vivere come gli pare", sottolinea la giornalista che si dice turbata da come 'Avvenire' ha trattato la vicenda. "Se un giornale cattolico usa quella violenza, vuol dire che Papa Francesco ha molto da lavorare. Mi hanno dipinto come una strega. Se vogliono un capro espiatorio, facciano pure. Su di me hanno sempre scaricato le colpe di tutto il mondo. Invito la Rai a studiare bene come sono andate le cose. E' come se 'Avvenire' mi avesse ucciso. Ma io non ho paura della morte, ho più paura della vita e della cattiveria delle persone", conclude. Il quotidiano cattolico già ieri aveva dedicato un ampio articolo di condanna alla vicenda e oggi riporta sia delle lettere di telespettatori turbati che la notizia della scuse della Rai e un'intervista al conduttore Franco Di Mare che definisce "un insulto gravissimo" quello uscito dalla bocca della giornalista. Avvenire dà notizia inoltre di una lettera ricevuta dal capo dell'Ufficio Stampa di Viale Mazzini, Fabrizio Casinelli, in cui "la Rai si dissocia dalle dichiarazioni e dai commenti che la giornalista Alda D'Eusanio" ed "esprime solidarietà e comprensione alla famiglia, apprezzandone i valori e i sacrifici fatti per consentire al giovane Max di continuare a vivere nella convinzione che la vita è 'bella così com'è' e che merita di essere vissuta pienamente". Della vicenda, informa la lettera, si sono interessati anche i vertici aziendali: "La presidente e il direttore generale hanno rinnovato l'invito ai direttori di reti e testate a prestare la massima attenzione sui temi che coinvolgono le coscienze e a usare comunque sempre il linguaggio del servizio pubblico". Inoltre "la Presidente ha telefonato alla mamma di Max Tresoldi per ribadire la solidarietà di tutta l'azienda e sua personale". Oggi le scuse in diretta nel programma pomeridiano di Rai1, che ospita anche la mamma di Max.




