(Adnkronos) - Il racconto dell'orrore non si ferma qui: "Eravamo costretti a stare in piedi per tutta la giornata e ci obbligavano a vedere i nostri compagni mentre venivano torturati con vari mezzi, tra cui manganelli, scariche elettriche alle piante dei piedi e nel peggiore dei casi, per chi si ribellava, venivano legati con una corda in modo che un minimo movimento creasse un principio di soffocamento". E ancora: "I nostri sequestratori dopo avere chiesto riscatti che andavano dai 3.300 ai 3.500 dollari per ognuno di noi, ci hanno rinchiusi nella stanza per 10 giorni fino a quando i soldi da loro richiesti venivano accreditati sui conti bancari che fornivano ai nostri familiari". Solo successivamente gli eritrei sono stati messi in liberta' e accompagnati fino a Tripoli. Da li' il viaggio proseguiva fino alla tragica traversata del 3 ottobre culminata con il naufragio in cui morirono 366 profughi, tra cui le 19 donne violentate in Libia.



