(Adnkronos) - Dipendenti comunali e giovani del servizio civile - Uno sportello insomma multifunzionale, che operera' con personale comunale e giovani del servizio civile opportunamente formati, per venire incontro ai bisogni e alle esigenze di chi vive in paesi dove non ci sono piu' uffici pubblici, dove magari e' stato chiuso da poco anche l'ufficio postale e dove non ci sono farmacie ne' laboratori medici e spostarsi risulta difficoltoso. Un servizio nato pensando soprattutto agli anziani, un po' come per gli sportelli "Ecco fatto!" rivolti anch'essi alle frazioni periferiche, ma a disposizione di tutti i cittadini. Gratuiti, chiaramente. "La bottega della salute e' un servizio innovativo la cui buona riuscita passa attraverso la partecipazione di tutti i soggetti del territorio e di tutti gli attori della societa' civile- sottolinea l'assessore al diritto alla salute della Toscana, Luigi Marroni - Si tratta di una sfida imposta dalla difficile congiuntura economica e dalla conseguente scarsita' di risorse e solo sviluppando il massimo delle sinergie possibili riusciremo tutti assieme a garantire alle popolazioni montane il diritto alla salute e la qualita' della vita, a partire dalla fasce deboli su cui spesso incide il digital divide". "In una fase come quella attuale, in cui assistiamo ad una costante riduzione delle risorse a disposizione per gli enti locali - dichiara il presidente di Anci Toscana e sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi - diventa sempre piu' difficile per i Comuni riuscire a garantire ai cittadini i servizi, anche quelli essenziali. Attraverso il progetto "Bottega della salute" ci impegniamo insieme, Comuni e Regione, per mantenere i servizi di prima necessita' sul territorio, affinche' i cittadini che vivono in zone piu' marginali non siano costretti a spostarsi dai piccoli a grandi centri per poterne usufruire". "Quella delle Botteghe della salute - afferma il presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani - e' un'idea importante e innovativa, un modo per garantire ai territori, in particolare a quelli maggiormente carenti di servizi, una rete di piccoli presidi socio-sanitari, vere e proprie 'sentinelle' del vivere bene".



