Citta' del Vaticano, 13 set. (Adnkronos) - "Dica ai giornalisti che le mie telefonate non sono una notizia". "Io sono cosi', ho sempre fatto questo anche a Buenos Aires. Ricevevo un biglietto, una lettera di un prete in difficolta', una famiglia o un carcerato e rispondevo. Per me e' molto piu' semplice chiamare, informarmi del problema e suggerire una soluzione, se c'e'. Ad alcuni telefono, ad altri invece scrivo". E' quanto ha sottolineato il Papa in un colloquio con Monsignor Dario Vigano', direttore del Centro televisivo vaticano. "E meno male che non sanno tutte quelle che ho fatto!", ha aggiunto Francesco, come riporta il sito di Famiglia Cristiana. "Papa Francesco -rileva mons. Vigano'- sintonizza il suo cuore sui bisogni dell'altro e questa sintonia lo spinge a un'immediatezza di rapporto che non e' superficialita' ma e' capire la persona che c'e' dall'altra parte, il suo disagio, la sua sofferenza". Ricevere la telefonata del Papa significa "che lui si occupi della mia vita, di un mio problema, vuol dire che io conto veramente agli occhi di Dio. Poi magari faccio fatica nella preghiera, a credere. Se il Pontefice, che nell'immaginario comune e' una persona distante, si prende la briga di chiamarmi significa che io sono prezioso per lui e soprattutto per il cuore di Dio".



