(Adnkronos) - Allo stesso tempo, "Dio, con la sua grazia, illumina la ragione, le apre orizzonti nuovi, incommensurabili e infiniti. Per questo, la fede costituisce uno stimolo a cercare sempre, a non fermarsi mai e mai quietarsi nella scoperta inesausta della verita' e della realta"'. Percio', "e' falso il pregiudizio di certi pensatori moderni, secondo i quali la ragione umana verrebbe come bloccata dai dogmi della fede. E' vero esattamente il contrario, come i grandi maestri della tradizione cattolica hanno dimostrato". La fede cattolica e' dunque "ragionevole e nutre fiducia anche nella ragione umana". Per il Papa, "la conoscenza della fede, inoltre, non e' contro la retta ragione". Infatti, "nell'irresistibile desiderio di verita', solo un armonico rapporto tra fede e ragione e' la strada giusta che conduce a Dio e al pieno compimento di se"'. Questa dottrina e' "facilmente riconoscibile in tutto il Nuovo Testamento". Dio, infatti, "ha salvato il mondo non con un atto di potenza, ma mediante l'umiliazione del suo Figlio unigenito: secondo i parametri umani, l'insolita modalita' attuata da Dio stride con le esigenze della sapienza greca". Eppure, "la Croce di Cristo ha una sua ragione", come spiega San Paolo che "vede nella Croce non un avvenimento irrazionale, ma un fatto salvifico che possiede una propria ragionevolezza riconoscibile alla luce della fede". Allo stesso tempo, egli "ha talmente fiducia nella ragione umana, al punto da meravigliarsi per il fatto che molti, pur vedendo la bellezza delle opere compiute da Dio, si ostinano a non credere in Lui". "Su queste premesse circa il nesso fecondo tra comprendere e credere - ha spiegato il Pontefice - si fonda anche il rapporto virtuoso fra scienza e fede. La ricerca scientifica porta alla conoscenza di verita' sempre nuove sull'uomo e sul cosmo". (segue)



