Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - "Il dibattito pubblico, attualmente in corso, sull'orientamento sessuale del minorenne che si e' tolto la vita il 20 novembre a Roma, e' irrispettoso dell'intimita' e delle relazioni private di una persona che non c'e' piu' e di altre persone coinvolte , e non e' rilevante per determinare quanto il contesto omofobo e complessivamente stigmatizzante verso la diversita', che caratterizza l'Italia, abbia inciso nel provocare il gesto". Lo denuncia Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia, in merito alla vicenda dello studente romano che si e' tolto la vita impiccandosi. "L'omofobia e la discriminazione - ha aggiunto - possono colpire anche a prescindere dall'identita' e dall'orientamento sessuale di una persona presa di mira". Amnesty Italia ha inoltre ricordato come, negli ultimi anni, "diversi esponenti politici e istituzionali abbiano continuato a fomentare un clima di intolleranza e di odio verso le persone Lgbti, o presunte tali, con dichiarazioni palesemente discriminatorie" e come "a causa di scelte precise compiute dal Parlamento, la legge penale italiana antidiscriminazione non tratta i crimini motivati da omofobia e transfobia alla stregua di crimini motivati da discriminazione di altro genere". Per questo motivo Amnesty Italia apprezza "il riconoscimento del contesto rischioso da parte del ministro delle Pari opportunita' Elsa Fornero" e suggerisce al governo Monti "di esprimersi chiaramente e adoperarsi affinche' queste inaccettabili lacune legislative siano colmate al piu' presto. Il contesto attuale - continua Sami - produce isolamento e violenza e stigmatizza i comportamenti ritenuti eccentrici e la diversita', oltre a non essere contrastato adeguatamente dalla legislazione. Questa lacuna, alla lunga, rischia di favorire l'ulteriore aumento di atteggiamenti di intolleranza e violenza verso le persone Lgbti", ha concluso.




