Roma, 8 ago. (Adnkronos Salute) - L’Agenzia italiana del farmaco, il Centro nazionale sangue e l’Istituto superiore di sanità puntano a procedure comuni e ulteriormente cautelative sulla prevenzione, gestione e comunicazione delle segnalazioni dei donatori di sangue e plasma che sviluppano la malattia di Creutzfeld Jakob, in una fase successiva alla donazione. Un problema che è stato già affrontato in recenti casi in cui le donazioni a rischio erano confluite in sacche utilizzate per la produzione di plasmaderivati (poi ritirati). I tre enti - Aifa, Iss, Cns- hanno concordato infatti una posizione, illustrata nel "Position paper - Gestione della segnalazione di donatori con malattia di Creutzfeld Jakob". Il documento, si legge sul sito dell'Aifa, nasce "dopo approfondita disamina delle evidenze scientifiche, delle linee guida internazionali, della situazione regolatoria in Italia e all’estero in materia di donazioni di sangue effettuate da donatori che si sono rivelati successivamente affetti da malattia di Creutzfeld Jakob e che sono confluite in plasma pool utilizzati per la fabbricazione di plasma derivati". Il documento "è basato sulle più recenti evidenze scientifiche e recepisce in termini maggiormente cautelativi le linee guida internazionali e in particolare dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema)". Il 'Position paper' "è stato elaborato - si legge sul sito - per definire le misure di prevenzione, gestione e comunicazione, condivise tra le istituzioni coinvolte, da adottare nel caso di segnalazioni di donatori di sangue e plasma che abbiano sviluppato la malattia di Creutzfeldt-Jakob dopo la donazione effettuata in fase pre-clinica della malattia. Il documento è stato trasmesso al ministero della Salute per condivisione prima della pubblicazione".



