Non ci provano nemmeno a fingere: «Attualmente Spin Time non ha un luogo ed è per questo che continueremo a prenderci la strada». È questo il succo del messaggio che gli ex occupanti del palazzo sgomberato lo scorso 29 luglio in via di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, diffondono alla fine dell’incontro in Campidoglio con il Comune sul futuro del centro sociale. Il primo obiettivo la “comunità” l’ha portato a casa: «È stato trovato un alloggio temporaneo», di sessanta giorni, «per tutti gli abitanti di Spin Time».
Dopodiché a tutti è stato riconosciuto il diritto a una casa popolare nell’ambito dell’Erp, Edilizia residenziale pubblica. Ma questo non pare essere al centro dell’attenzione degli attivisti, che puntano a rientrare nell’immobile ex Inpdap di proprietà di InvestireSgr.
L’AVVERTIMENTO
«Casa nostra è a via di Santa Croce in Gerusalemme. Dall’incendio che ha fatto da pretesto per lo sgombero del 29 luglio non ci siamo mai mossi». E non lo faranno a maggior ragione adesso che il Comune pare avviato ad accogliere la richiesta di permettere a Spin Time di allestire sul suolo pubblico, ovvero le strisce blu davanti al palazzo, «sette gazebo pavimentati» per consentire alla comunità di mantenere «le sue attività». Quali sono le ha spiegate molto bene, in un’intervista a FanPage, una delle ex occupanti, Beatrice Tabacco: «Lo spazio per gli studenti, il co-working, la redazione di Scomodo (il loro giornale on line).
Non solo: ricreeremo davanti al palazzo anche lo spazio per i bambini e le bambine, e dunque per la comunità educante. E vorremmo anche mettere un gazebo e chiamarlo “picchetto”, quello che prima era all’entrata del palazzo. Un bello spazio dove le persone occupanti potevano chiacchierare». In queste strutture l’esperienza di Spin Time continuerà a vivere «dal lunedì al venerdì». Per occupare il suolo pubblico, naturalmente, è necessario il via libera del Campidoglio, «che è stato collaborativo rispetto alla nostra richiesta di continuare il presidio».
E non è finita qui: «Abbiamo predisposto la richiesta per occupare tutta la strada». In subordine, gli attivisti sono pronti a proporre la chiusura della strada solo nei fine settimana almeno fino al 19 settembre, quando è in programma la manifestazione che porterà i militanti di Spin Time dall’Esquilino alla sede di InvestireSgr.
Mantenere attivo il presidio serve a Spin Time per continuare a inseguire il vero traguardo: rientrare nell’immobile. L’attuale sistemazione negli alloggi, infatti, è considerata solo «una soluzione temporanea», se non altro per la qualità della sistemazione (le strutture non sarebbero pronte, nelle stanze la privacy non sarebbe rispettata e poi alcune abitazioni sarebbero troppo lontane, fuori dal grande raccordo anulare). Insomma, «l’emergenza continua e l’unico modo per segnalarlo è restare qui, con gli occhi fissi sul palazzo».
Con buona pace dei residenti e delle attività commerciali che pagano le tasse e seguono le regole, come notano sia i partiti del centrodestra (che accusano Gualtieri di essere succube degli abusivi), sia Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, che su X ha criticato il lassismo del Campidoglio: «Il Comune di Roma cede il suolo pubblico ai suoi amichetti di Spin Time. Degli abitanti della zona chissenefrega».
LA STRATEGIA
Il presidio fisso, come messo nero su bianco da Tabacco su FanPage, è propedeutico a rendere di fatto irreversibile il «modello di autorecupero» e di «rigenerazione urbana» di Spin Time: «Saremo là sotto perché da lì potremo continuare a guardare il palazzo e dimostrare che tutto questo ha un senso là dentro. Non puoi fare gli sportelli e non l’abitativo. E non puoi fare soltanto l’abitativo senza gli sportelli». Spin Time ha portato a casa anche l’apertura di un tavolo di discussione permanente con il Comune dedicato all’iter per l’acquisizione dell’immobile. Il prossimo appuntamento per discutere del tema è stato fissato per mercoledì 2 settembre. Anche su questo fronte, a Spin Time hanno le idee chiare: qualora fallisse la trattativa privata, c’è sempre l’«esproprio di emergenza» cui ricorrere.




