Roma, 9 ago. - (Adnkronos Salute) - I lunghi viaggi in aereo per raggiungere i più importanti eventi sportivi del pianeta, con un'alimentazione sempre diversa e il pericoloso contatto con nuovi germi e allergeni, possono mettere 'ko' gli sportivi sempre con le valigie in mano. A rivelarlo è uno studio pubblicato sul 'British medical journal'. I campioni dello sport che viaggiano su più di cinque fusi orari hanno un rischio doppio di finire ammalati. E nel 33% dei casi sono vittime di disturbi respiratori, seguiti da problemi intestinali e stanchezza. "Ad incidere - afferma alla Bbc Martin Schwellnus, autore dello studio - sono i cambiamenti che si riscontrano lontano da casa, in Paesi dove ci sono alti livelli di inquinamento dell'aria, temperature assai diverse, nuovi allergeni, tassi elevati d'umidità e i cibi diversi, tutti fattori che possono contribuire ad una malattia". Secondo lo studio questa difficoltà nell'adattamento per gli sportivi che devono partecipare a manifestazioni internazionali, potrebbe contribuire ad un vantaggio per gli atleti della Gran Bretagna impegnati nei Giochi Olimpici di Londra 2012 azzerando i rischi connessi agli interminabili voli intercontinentali. Lo studio ha monitorato la salute quotidiana di 259 giocatori di rugby impegnati nel il 'Super 14 Rugby Tournament' del 2010. Le squadre provenienti dall'Australia, dal Sud Africa e dalla Nuova Zelanda, per 16 settimane hanno giocato in tutti e tre i Paesi. Spostandosi con lunghe trasferte. La ricerca ha verificato l'incidenza delle assenze per malattia tra i giocatori, riscontrando nei match in casa 15 casi. Mentre, quando le squadre andavano in trasferta, i casi di atleti malati raddoppiavano, salendo a 33 per lo stesso numero di giornate.



