(Adnkronos) - "E' una occasione molto importante - dice Riccardo Tartaglia, responsabile del Centro gestione rischio clinico della Regione Toscana - per diffondere tra gli operatori sanitari gli indirizzi clinico-terapeutici piu' appropriati per una piu' corretta gestione di questa malattia". Con la partecipazione di esperti italiani e internazionali, il convegno affrontera' i temi della sepsi, del corretto uso degli antibiotici e del rischio clinico per apprendere dagli errori e migliorare la risposta del sistema sanitario. "La riduzione della sepsi - prosegue Tartaglia - costituisce una sfida per i professionisti e i processi organizzativi delle strutture sanitarie. La sepsi puo' manifestarsi in condizioni cliniche molto variabili. La tempestivita' e l'adeguatezza della diagnosi e delle terapie somministrate nelle ore successive all'esordio sono fondamentali". L'invecchiamento della popolazione, il crescente utilizzo di interventi ad alto rischio in tutte le fasce di eta' e lo sviluppo di alcuni tipi di infezioni piu' virulente e resistenti ai farmaci facilita l'insorgenza di questa sindrome, che si genera quando la risposta del corpo a un'infezione lesiona i tessuti e gli apparati. Il monitoraggio costante delle antibiotico resistenze e delle infezioni correlate all'assistenza ospedaliera attraverso il Network Europeo dell'Ecdc e il comitato per il controllo delle infezioni della Regione Toscana, insieme alle linee guida internazionali, forniscono molte risposte per la gestione e la riduzione del rischio correlato a questo quadro clinico. L'obiettivo individuato per il 2020 dalla Sepsis Global Alliance e' diminuire l'incidenza della sepsi di almeno il 20%. Questo obiettivo e' raggiungibile attraverso progetti di cooperazione internazionale rivolti ai paesi in via di sviluppo, per i quali e' necessario implementare misure di igiene generale, terapia antimicrobica appropriata e vaccinazioni sul larga scala. L'evento e' stato finanziato dal progetto mattone internazionale del Ministero della Salute.




