Roma, 12 set. - (Adnkronos) - "Flash mob degli studenti, proteste dei docenti precari, manifestazioni di docenti e genitori contro i tagli e la legge Aprea. Dopo un anno di governo dei tecnici, nulla e' cambiato nella scuola italiana: anche questo settembre si riapre senza nessuna soluzione nuova e con problemi aggravati. L'annuncio del ministro Profumo sui pc in classe e i tablet agli insegnanti appare davvero come un sintomo di dissociazione dalla realta' italiana, che purtroppo deve affrontare difficolta' ben piu' profonde e strutturali". Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura e Istruzione di Italia dei Valori. "Sulla pubblica istruzione la politica delle riforme 'a costo zero' non puo' rendere, perche' il comparto proviene da un triennio di tagli dirompenti e ora ha bisogno di provvedimenti rapidi, tangibili, e soprattutto di investimenti - dichiara Rodano - La proporzione tra docenti e studenti e' sempre piu' squilibrata, con classi sovraffollate e una qualita' formativa sempre piu' bassa. E a ben poco servono i moniti dell'Ocse sull'invecchiamento del corpo docente se si approvano riforme delle pensioni come quella della Fornero, che dilata la vita lavorativa e ostacola il ricambio generazionale. Anche il nuovo concorso voluto dal ministro Profumo, che consentira' poco piu' di undicimila innesti in tre anni a fronte di un fabbisogno di dieci volte superiore, si dimostra un rimedio poco piu' che velleitario". "Naturalmente - prosegue la responsabile Istruzione dell'Idv - l'edilizia scolastica e' ancora al palo, mentre aumentano sia il prezzo dei libri che i contributi delle famiglie: contributi, ormai 'volontari' solo per definizione ma realmente indispensabili in molti istituti del Paese. Mi auguro che nei prossimi mesi ci sia un'inversione di tendenza perche' altrimenti l'impoverimento di tutto il sistema della pubblica istruzione italiana diverra' pressoche' irreversibile".


