Torino, 15 set. (Adnkronos) - Nei confronti dei militanti No Tav indagati per gli scontri della scorsa estate in Val di Susa la Procura di Torino "cerca solo di fare il proprio dovere applicando la legge. Criticare e' legittimo ma l'insulto e l'attacco, no". Cosi' il procuratore capo Gian Carlo Caselli durante un dibattito all'interno della festa provinciale del Pd a Torino. Il procuratore parla di una deriva della percezione della giustizia, iniziata con le leggi ad personam e il berlusconismo, concepita sempre piu' come una giustizia "a la carte", e valutata "in base al proprio vantaggio e convenienza" spiega Caselli e non piu' "in base a criteri di correttezza e rigore". Ed e' quello che starebbe avvenendo anche con i No Tav: "non si critica, si attacca, con un solo scopo evidente: non vogliono essere processati, rifiutano il processo e quindi la giustizia". Si parla "non del movimento No Tav - tiene a precisare Caselli - ma di singoli soggetti piu" o meno organici, che hanno praticato sistematicamente la violenza contro le forze dell'ordine a presidio di un cantiere di lavoro". Dopo gli arresti di gennaio per le vie della citta' erano apparse scritte con insulti e minacce al procuratore "questo con la democrazia non ha nulla a che fare - sottolinea Caselli - e' intimidazione e questo preoccupa ovviamente. Si cerca difesa dal processo e non nel processo".




