(Adnkronos) - Silvio Berlusconi dovrebbe essere ascoltato, se la Corte d'appello dovesse accogliere la richiesta dell'accusa, come "testimone assistito". Il pg Luigi Patronaggio ha ricordato nel suo intervento che il 26 novembre del 2002 Berlusconi si era avvalso della facolta' di non rispondere nell'ambito del processo di primo grado a carico di Marcello Dell'Utri. Secondo l'accusa, l'imputato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe fatto da intermediario tra Berlusconi, all'epoca imprenditore, e Cosa Nostra facendo da tramite presso Berlusconi alle richieste di estorsione dei boss mafiosi palermitani. "La giurisprudenza e' cambiata - ha spiegato Patronaggio - perche' gli indagati di reato connesso la cui posizione e' stata archiviata non possono piu' avvalersi della facolta' di non rispondere e tutt'al piu' possono essere sentiti nella forma del testimone assistito". Patronaggio vuole chiedere a Berlusconi, come annunciato, se e quando venne minacciato dalla mafia, come e attraverso chi pago' prima per proteggere i suoi familiari e poi per avere l'autorizzazione ad installare le antenne di Mediaset a Palermo. La difesa si oppone alla richiesta dell'accusa. "Perche' dovremmo sentirlo - ha detto l'avvocato Massimo Krogh - e' fuori della logica del processo che stiamo facendo, sapere se ha pagato o no le tangenti e' un problema che la Cassazione ha gia' risolto". Adesso tocca al Presidente della Corte d'appello Dino Loforti decidere.



