(Adnkronos) - L'intento dunque, spiega Pacifici, e' "far conoscere la cultura ebraica in tutti i suoi aspetti, accogliere il pubblico mostrandogli le nostre danze, i nostri canti, i musei con la ostra storia e la nostra tradizione culinaria ebraica e giudaico-romanesca". Non solo: "L'obiettivo a cui tengo molto -prosegue il Presidente della Comuita' Ebraica di Roma- e' far conoscere Israele, un mondo conosciuto solo grazie alla tragedia del conflitto e che invece promuove tanto in termini di cultura, letteratura, tradizioni". "Sono orgoglioso -ha detto l'Assessore alla Cultura del Comune di Roma Dino Gasperini- perche' abbiamo creato una sessione internazionale di cultura facendo capire come andare 'oltre i confini': attraverso il dialogo". Un dialogo che si sviluppa "tra linguaggi artistici diversi", ma anche tra gli spazi della citta' e tra la cultura ebraica e quella romana: un rapporto talmente forte e indissolubile che e' difficile estrarre il filo che le differenzi". Gasperini ha sottolineato come alla manifestazione sia stato dato "un respiro internazionale", andando oltre i confini anche del "termine 'cabbala': abbiamo voluto eliminare i pregiudizi intorno a questo termine, facendo capire il suo significato di una delle strade che porta al Divino". (segue)




