Bari, 23 ott. (Adnkronos) - "Oggi cominciamo a sentire le prime parole dell'azienda successive alla conferenza di servizi a Roma e avrei voluto sentire parole diverse, piu' collaborative, avrei voluto sentire dichiarazioni di maggiore apertura verso scelte di maggiore sostenibilita"'. Lo ha detto l'assessore ala Qualita' dell'Ambiente della Regione Puglia Lorenzo Nicastro, rivolgendosi a Giancarlo Quaranta, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo Riva che rappresentava l'Ilva di Taranto alla tavola rotonda tenutasi oggi a Bari, organizzata dalla commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo illegale dei rifiuti. "La locuzione 'certezza del diritto' - ha proseguito - e' riferita ad una uniformita' di interpretazione della norma sulla base di presupposti condivisi e non ha nulla a che fare con una sorta di licenza di inquinare. L'accezione in cui l'azienda usa questo concetto invece sembra incanalata in una direzione diversa. Il provvedimento amministrativo di Autorizzazione Integrata Ambientale - ha sottolineato Nicastro - non e' una sorta di licenza di far ammalare che per tre anni blocca qualunque possibilita' di modifica del provvedimento stesso. Sin dall'inizio lo abbiamo detto e lo ripetiamo in questa sede, l'Aia non e' immodificabile e ci siamo battuti perche' nella procedura di autorizzazione avessero il giusto peso anche i dati relativi al danno sanitario". "La prescrizione che obbliga il ministero dell'Ambiente ad un riesame dell'Aia all'evidenza di dati sanitari negativi - ha rilevato Nicastro - non e' una 'finestra' che crea incertezza all'azienda ed al suo piano industriale, ma una speranza per il futuro, una maniera per rileggere la storia della citta' di Taranto in termini futuri. Il danno sanitario codificato dalla legge regionale prima, dal regolamento attuativo poi, ed in fase di analisi con una prima relazione in queste settimane - ha concluso l'assessore - e' una maniera per valutare e quantificare il danno sociale, sulla salute dei cittadini, di impianti a forte impatto ambientale come quello dell'Ilva".




