Roma, 6 lug. (Adnkronos) - Dietro alla scoperta dei 100 disegni di Caravaggio "c'e' un trucco, perche' si tratta in realta' di una tipica attribuzione, ma gli scopritori per far vedere che e' una scoperta, cercano di far passare degli indizi per prove". Lo afferma all'Adnkronos lo storico dell'arte e dirigente del ministero dei Beni culturali, Claudio Strinati, commentando la vicenda dei due studiosi, che avrebbero ritrovato nel fondo del pittore manierista Simone Peterzano custodito nel Castello Sforzesco di Milano, 100 disegni di Caravaggio. "Una scoperta -spiega Strinati- e' l'individuazione di qualcosa che rivela dei contenuti nello specifico, e che richiede un elemento di concretezza evidente. Qui c'e' un trucco: ci sono i 100 disegni, ma non c'e' la scoperta, c'e' l'ipotesi. E cioe': i disegni ci sono, lo stile indubbiamente richiama alcuni aspetti di quello noto del Caravaggio. Il trucco e' dire, in presenza di semplici indizi, che c'e' la prova e che se c'e' la prova si puo' parlare di scoperta. I disegni appartengono certamente al fondo Peterzano, ma questo non dimostra nulla". "Gli studiosi inoltre parlano di un canone contenuto nei disegni e applicato da Caravaggio nelle opere successive -prosegue l'ex soprintendente del Polo Museale di Roma- ma anche questa non e' una prova, si tratta di semplici indizi. Un'operazione che, se fatta in sede giudiziaria, metterebbe il giudice nelle condizioni di non potere condannare". (segue)


