(Adnkronos) - Unico concerto presentato al pubblico, a Lipsia nel 1811, in cui Beethoven non e' solista al pianoforte, il n.5 e' dedicato come il precedente all'arciduca Rodolfo d'Asburgo. Questa non e' la sola analogia con il Quarto Concerto op. 58. Il Quinto sviluppa infatti nell'Allegro iniziale l'idea che aveva originato la partitura precedente: l'avvio del discorso musicale e' qui affidato al pianoforte invece che all'orchestra, come era consuetudine nel Settecento. Cio' rivela la volonta' di Beethoven di cercare soluzioni nuove nel rapporto tra lo strumento solista e l'organico orchestrale, superando la rivalita' espressiva e ponendo con sorprendente amabilita' il suono del pianoforte a dialogo con l'orchestra. Cosa che si rispecchia anche dal punto di vista formale nell'abolizione della cadenza, che unisce il movimento lento a quello successivo, magniloquente e vitale, senza soluzione di continuita'. (segue)



