Trieste, 12 nov. - (Adnkronos) - Il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, traccia un primo bilancio dopo le forti che negli ultimi due giorni hanno messo a dura prova le capacita' della rete idrica del Friuli Venezia Giulia e afferma che il peggio e' stato evitato grazie a "Un'accurata gestione dei bacini montani", che "ha permesso di limitare in maniera estremamente significativa la portata della piena dei corsi d'acqua a valle, un'operazione che e' stata coordinata dalla Protezione civile e che ha visto coinvolti tutti gli enti e gli organismi competenti". "Gli invasi di Ravedis e di Ponte Racli sono stati tenuti costantemente sotto controllo - ha spiegato Ciriani - e attraverso l'elaborazione di analisi di previsione si e' provveduto a regolarne il deflusso affinche' venisse minimizzata l'ondata di piena. Presso il ponte Meduna a Pordenone, con questa operazione si e' raggiunta una portata massima di 980 mc/s: senza questi interventi la piena sarebbe stata di circa 1450 mc/s. Una differenza che rende chiaro il ruolo determinante svolto dai bacini montani e dalla loro gestione, con cui si e' evitata un'ondata di piena che avrebbe certamente superato gli argini e causato allagamenti diffusi nelle aree di Pordenone, Prata e Pasiano". Ieri pomeriggio, su indicazione dello stesso Ciriani, la Protezione civile regionale ha convocato l'Unita' di comando e controllo per la gestione degli eventi in corso, organismo che vede, tra i suoi componenti, oltre alla stessa Protezione civile anche il servizio Idraulica della Regione, l'Autorita' di Bacino dell'Alto Adriatico, la Regione Veneto ed il Registro Italiano Dighe.




