Roma, 13 nov. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Il Governo e' inadempiente nei confronti del Cinema: vogliamo regole certe per il nostro settore". Cosi' autori e produttori cinematografici hanno denunciato oggi la grave situazione venutasi a creare per la mancata firma del decreto interministeriale che deve determinare le quote di investimento e di programmazione delle emittenti televisive per il cinema. "Senza la regolamentazione l'industria dei contenuti europea non esiste". E' questa l'opinione non solo di Riccardo Tozzi, presidente Anica, ma anche di autori, produttori e sindacati che annunciano una mobilitazione affinche' i Ministri dello Sviluppo Economico e dei Beni e delle Attivita' Culturali si affrettino ad emanare il decreto che disciplini all'interno delle piu' generali "produzioni audiovisive europee" i criteri per la qualificazione delle opere cinematografiche di "espressione originale italiana" e le relative quote di programmazione e di investimento a carico delle emittenti televisive. Inoltre i due Ministeri devono ancora esprimere un parere sul Regolamento riguardante le modalita' e i criteri di svolgimento della verifica di tali obblighi da parte dell'Agcom. A pesare sul clima gia' d'inadempienza l'assenza di un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha pero' inviato una nota, a detta dei piu', generica e vaga. "Dobbiamo arrabbiarci di piu'", sostiene il produttore Angelo Barbagallo. Mentre Tozzi, nel tirare le somme del convegno "Cinema e televisione. Politica economica e politica editoriale" organizzato da 100autori e Anica oggi durante il Festival di Roma, ha definito un 'suicidio' l'assenza di regolamentazione. (segue)




