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Cinema: Sylvester Stallone re del Festival di Roma con 'Bullet to the Head' (2)

domenica 18 novembre 2012
Cinema: Sylvester Stallone re del Festival di Roma con 'Bullet to the Head' (2)

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(Adnkronos/Cinematografo.it) - A proposito di lezioni imparate sul campo Sly ricorda che "un paio di film con troppa azione mi hanno insegnato che invece un dialogo puo' appassionare piu' di un inseguimento". Non sono stati solo gli errori a indicargli la strada, ma persino l'improvvisa popolarita': "Dopo il primo Rocky ero convinto che tutti a Hollywood mi amassero, cosi' mi sono presentato nello studio del produttore per chiedere di essere pagato per il film, dato che ancora vivevo in un appartamentino fatiscente e mi sono sentito rispondere letteralmente di riportare le mie chiappe sul set invece di pensare ai soldi". Una esperianza della qualer Stallone ha fatto tesoro. "Ho capito che questo lavoro e' un business, non una storia d'amore -aggiunge- E se non ti prendi cura di tesso alla fine ti perdi e nessuno ti salva. Ecco il segreto della mia sopravvivenza nel settore per oltre 30 anni". Nella galleria dei ricordi 'formativi' anche l'incontro con Woody Allen, conosciuto quando Stallone aveva 22 anni: "Conoscere Woody Allene' uno di quei momenti che ti cambia la vita. Aveva chiamato me e un altro attore per un ruolo da cattivo ne 'Il dittatore dello stato libero di Bananas', ma poi timidamente ha mandato l'assistente a comunicarci che non facevamo abbastanza paura. Cosi' ce ne siamo andati, ma ad un tratto il ragazzo mi convince a scendere dalla metro e riprovarci: ci cospargiamo di vasellina e polvere il viso e torniamo sul set, facendo prendere un incredibile spavento a Woody che balbettando ha poi deciso di assumerci immediatamente". (segue)