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Appunti/Filippo Facci

Li più migliori der bigoncio
di Albina Perrisabato 10 aprile 2010
1' di lettura

Il Fatto quotidiano beneficia di oltre 300mila euro l'anno di sgravi sugli abbonamenti postali. Sono i famosi finanziamenti indiretti, quelli più onerosi per il contribuente e contro i quali Beppe Grillo e compagnia fecero un frastuono d'inferno e chiesero un referendum abrogativo. Non c'è deficiente anti-casta che in virtù di questi finanziamenti indiretti ogni tanto non spari cazzate tipo «siamo noi che vi manteniamo» rivolto ai giornalisti. Il Fatto beneficia di questi sgravi - che lo Stato rimborsa alle Poste - perché ne ha fatto esplicita richiesta, mica era obbligato: e non ci sarebbe problema se non avesse sempre tuonato contro le stesse agevolazioni che ora riceve; non ci sarebbe problema se non avesse deciso di riportare, sotto la testata, che non riceve «alcun finanziamento pubblico». Perché è una balla. E pure ipocrita. Quindi non ne raccontino altre: nessuno li obbliga ad accedere al finanziamento e volendo neppure alle Poste, visto che dell'indipendenza dai «poteri forti» (ma non dai loro soldi) hanno fatto una ragione sociale. Infine, per la precisione: Libero accede ai finanziamenti diretti attraverso la Fondazione San Raffaele. Ancora: Il Fatto, nella sua replica, ha scritto che auspica un servizio postale «molto migliore»; indipendenti da tutto, anche dalla lingua italiana.

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