Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è intervenuto questa mattina alla Camera per fare il punto della situazione sulla crisi dei mutui e per chiarire la situazione italiana dopo i burrascosi giorni sulla piazze affari che hanno visto in crisi, in particolare, i titoli bancari. “I rischi per l’Italia restano contenuti”, ha affermato Tremonti. “Il Comitato per la stabilità dei mercati”, ha proseguito il ministro, “ha ritenuto opportuno continuare a mantenere sotto costante osservazione la situazione” al fine “di proteggere il mercato italiano da attacchi di natura speculativa che trovano alimento dal perdurante clima di incertezza del sistema finanziario internazionale”. Un’intesa tra il ministero dell’Economia e il governo per ad adottare le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e per difendere i risparmiatori. “Sul piano internazionale, la nostra azione è svolta a tutti i livelli in stretto contatto con i principali partners e nei diversi formati istituzionali”, ha ricordato Tremonti. “Parte del lavoro ha richiesto e richiederà iniziative da realizzare nel breve termine. Altre saranno di più medio e lungo periodo”. Il ministro ha menzionato l’incontro a Parigi di sabato, convocato dal presidente francese Sarkozy, al quale parteciperanno i Capi di Stato e di governo dei membri europei del G7, vale a dire Francia, Italia, Germania e Regno Unito. Poi un altro appuntamento tra lunedì e martedì a Lussemburgo con i ministri delle Finanze per approfondire la situazione. “In generale, la congiuntura economica rimane caratterizzata da un elevato grado di incertezza. Nonostante questo il Governo conferma il percorso del Dpef 2009-2013 ed il sostanziale pareggio nel 2011”, ha aggiunto Tremonti. “In particolare sono riviste le previsioni di crescita del Pil per l'anno corrente dallo 0,5% indicato nel Dpef allo 0,1%. Per l'anno prossimo la revisione è stata di uguale entità, dallo 0,9% allo 0,5%. Anche il profilo atteso per il biennio 2010-2011 risulta più debole, mentre a fine periodo si ricolloca all'1,5%, precedentemente stimato”. Parlando alla Camera, il ministro ha volute garantire che “la riduzione della pressione fiscale resta un obiettivo del governo” e ha poi evidenziato come dall'insediamento dell'esecutivo sia passata solo una manciata di mesi e come dunque se le tasse ancora non sono state abbassate è solo perchè si è preferito prima “mettere in sicurezza” i conti dello Stato.



