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Otto e mezzo, Gravina attacca su Rocchi: "Fango senza sapere nulla"

mercoledì 29 aprile 2026
Otto e mezzo, Gravina attacca su Rocchi: "Fango senza sapere nulla"

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Un'inchiesta da scoprire, dai contorni ancora non del tutto chiari. Sul tavolo c'è un'ipotesi di reato: concorso in frode sportiva. Giovedì, davanti ai pm della Procura di Milano, non ci sarà uno degli indagati, il designatore Gianluca Rocchi, autosospeso dall'incarico dopo l'apertura del fascicolo. Dovrebbe regolarmente presentarsi all'interrogatorio invece il supervisore Var Andrea Gervasoni (anche lui autosospeso), che dovrebbe rispondere alle domande su una partita di Serie B, Salernitana-Modena, dell'8 marzo 2025.

L'interrogatorio segnerà di fatto un primo capitolo chiave del caso che ha scosso il mondo arbitrale italiano e che al momento non vede alcun indagato tra i tesserati dei club di Serie A e B. Rocchi voleva accettare l'invito del pubblico ministero Maurizio Ascione, ma il suo avvocato, Antonio D'Avirro, ha scelto una strategia diversa: "Rocchi voleva presentarsi per rendere l'interrogatorio, ma io sottoscritto ho deciso di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo", le parole del legale in una nota di ieri.

Sull'inchiesta arrivano anche le parole del presidente dimissionario della Federcalcio, Gabriele Gravina, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. "Sul caso arbitri, perché siamo garantisti solo a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore c'è un uomo, una vita, una famiglia. Dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango senza sapere nulla", dice riferendosi all'inchiesta della procura di Milano che ha portato Rocchi ad autosospendersi.

Intanto, oggi sono state pubblicate le prime designazioni di Dino Tommasi, che ha assunto il ruolo di designatore ad interim dopo l'autosospensione di Rocchi. È lui, insieme al vice presidente vicario Aia Francesco Massini, in questo momento a guidare un'Associazione che ha perso anche il suo presidente, dopo la conferma da parte del Collegio di Garanzia dei 13 mesi di inibizione ad Antonio Zappi, che è decaduto così dalla carica. Resterebbe fattibile, sullo sfondo, l'ipotesi di un ricorso al Tar: "È una via crucis e non so se Zappi la vorrà affrontare. Ma si può andare avanti e la battaglia non è finita", ha detto il suo legale Sergio Santoro a Stile TV, nel corso della trasmissione Salite sulla giostra.