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Fini avverte il Cavaliere

sui decreti legge
di Dario Mazzocchisabato 4 ottobre 2008
Fini avverte il Cavaliere

1' di lettura

Intervenendo ieri da Napoli dove si era recato per gli ultimi aggiornamenti sullo smaltimento dei rifiuti campani, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva affermato che per governare occorreva per forza di cose passare attraverso i decreti legge. Oggi il presidente della Camera, Gianfranco Fini, lo richiama all’ordine: “Il ricorso ai decreti legge rientra tra le prerogative del governo. Un eventuale abuso di questo strumento non solo determinerebbe valutazioni di tipo politico, ma anche il diritto della Camera di far sentire la propria voce”. Più che un avvertimento, un consiglio da tenere comunque buono. “E’ certo che fino a quando non sarà modificata la Costituzione, ed è mio auspicio che ciò possa avvenire entro questa legislatura, è evidente che il rapporto tra governo e parlamento è chiaramente indicato. E nessuno può pensare di comportarsi diversamente”, ha aggiunto Fini. Di parere diverso il presidente del Senato, Renato Schifani, che si è definito “sereno” rispetto all’attività dell’assemblea e non ravvisa “elementi di discrasia rispetto alla precedente legislatura”, piuttosto segnala una “accelerazione dell’attività parlamentare”. “Condivido la tesi espressa da Fini sul rapporto che ci deve essere tra poteri, che è chiaramente indicato in Costituzione. Credo che l'abuso di decreti dipenda però anche da regolamenti parlamentari anacronistici rispetto ai tempi che richiede oggi il governo dei problemi”, ha commentato il presidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino.