Silvio Berlusconi prova a spiegarsi dopo l’uscita di Giafranco Fini di questa mattina sull’utilizzo indiscriminato dei decreti legge. Il presidente del Consiglio ha affrontato, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il tema del premier forte. Con l’aumento dei poteri, per Berlusconi, “non si rischia alcun regime autoritario o dittatoriale, come qualcuno paventa. E poi ha ricordato che in Italia, “contrariamente ad altri colleghi europei che operano in una vera democrazia”, il premier non ha determinati poteri. Poi ha aggiunto: “Non andremo più in tv a subire insulti. Abbiamo la libertà di non essere più insultati nel corso di trasmissioni condotte in maniera faziosa”. In questo modo, dice Berlusconi, “la maggioranza potrà riacquistare dignità. Non dobbiamo più essere disponibili a partecipare a spettacoli in un clima di rissa”. Berlusconi affronta poi il problema legato alla lentezza dei lavori del Parlamento. “I parlamentari sono un popolo di persone depresse a causa di tutto il tempo sprecato in aula per approvare le leggi”. Quindi “bisogna fare di tutto” per velocizzare l'azione del Parlamento, a partire dalla modifica dei regolamenti delle Camere. Il presidente del Consiglio parla anche della scuola: “Avremo meno insegnanti ma pagati meglio, adeguandoci in questo a ciò che accade in altri paesi dell'Europa”, afferma. “Nessuno sarà cacciato” assicura però il presidente del Consiglio. “Il numero di 87mila in meno da qui a tre anni”, spiega, “sarà per effetto dei pensionamenti e del blocco del turn over”.



