Il facility management è un mercato in rapida espansione. Anche in Italia. Se nel 2025 aveva generato un fatturato complessivo di 25 miliardi di euro, con 300.000 occupati, per il prossimo anno le stime parlano di ben 30 miliardi, riflettendo un tasso di crescita annuale di circa il 5%. Quindi in linea con le tendenze globali: entro la fine del 2027 il settore, cruciale nella gestione delle infrastrutture e dei servizi all’interno di aziende ed enti pubblici, supererà a livello mondiale i 1.500 miliardi di dollari dagli attuali 1.200. Soltanto negli USA, per citare l’esempio più eclatante, il comparto dà lavoro oggi a otto milioni di persone: questo risultato è stato raggiunto grazie anche alla digitalizzazione e all’implementazione di tecnologie smart.

“Ma non è soltanto una questione di numeri – avverte Gabriele Scotti, vicepresidente della Vivenda Spa, azienda del Consorzio La Cascina. “Perché, garantendo un ambiente di lavoro funzionale, sicuro e sostenibile e coprendo servizi che spaziano dalla manutenzione degli edifici alla gestione delle rispettive tecnologie e risorse, abbiamo notato come il nostro lavoro aiuti aziende e pubbliche amministrazioni a ridurre i costi operativi fino al 30%”. Per la soddisfazione di clienti e degli utenti. D’altronde l’obiettivo che aziende come Vivenda Spa si pongono è chiaro: “Per le amministrazioni ci sono vantaggi precisi: collaborare con un unico interlocutore in grado di rispettare gli obiettivi di budget di spesa, mantenendo alti i livelli di servizio; affidarsi a un partner con forti competenze tecnico-ingegneristiche per la gestione tecnica degli immobili; poter contare su un fornitore presente in tutte le città italiane in cui la società ha le proprie sedi, fornendo anche la garanzia di un presidio fisso in quella principale”.
Come per altri settori, anche nel facility management la sostenibilità sta diventando un tema centrale: società di settore, come la Vivenda Spa, studiano e si aggiornano costantemente per implementare pratiche ecologiche e strategie che favoriscano l’efficienza energetica. Non è un caso se un’azienda su due ha già adottato prassi sostenibili e prevede di stanziare più budget nelle tecnologie verdi. Per Gabriele Scotti “investire nel facility management non è solo una questione di costi, ma un’opportunità strategica per migliorare la produttività e il benessere dei dipendenti”. E quando si parla di investimenti in questo settore, due sono le bisettrici da seguire: da una parte il lavoro sulle infrastrutture in Italia, dall’altro il crescente interesse per gli immobili green e di ultima generazione. “È soprattutto in questo secondo caso che si avranno opportunità interessanti per noi: la gestione degli edifici intelligenti e le soluzioni di manutenzione predittiva”, puntualizza il vicepresidente della Vivenda Spa.
Davanti a sé il facility management ha prospettive di crescita rosee: contribuisce all’efficienza operativa delle aziende, sempre più chiamate a misurarsi con crisi economiche endemiche, e svolge un ruolo fondamentale nell’accrescere la competitività sul mercato. “Con una crescita costante, un impatto positivo sull’occupazione e un’influenza sulla sostenibilità, il settore rappresenta un’area promettente per investimenti futuri e innovazione”, rassicura Gabriele Scotti. Così, le aziende che sapranno adattarsi e integrare questi approcci con successo saranno sicuramente avvantaggiate nel panorama competitivo globale.




