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PAM, Forum Parlamentare delle Donne: l’empowerment femminile come leva strategica ed economica per la coesione delle regioni euro-mediterranee

mercoledì 28 gennaio 2026
PAM, Forum Parlamentare delle Donne: l’empowerment femminile come leva strategica ed economica per la coesione delle regioni euro-mediterranee

4' di lettura

Giunge oggi al termine la 2a edizione del Forum Parlamentare delle Donne (WPF – Women Parliamentary Forum) dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM), convocata sotto la Presidenza WPF dell’On. Maryam bin Theneya e ospitata dal Consiglio Nazionale Federale degli Emirati Arabi Uniti.

Oltre 200 delegati provenienti dalle regioni euro-mediterranee e del Golfo, dall’Asia, dall’America Latina e dall’Africa (inclusa l’area subsahariana) hanno preso parte al Forum, il cui tema centrale, quest’anno, è stato l’empowerment femminile come leva centrale per coesione e inclusione, dal Golfo al Mediterraneo.

Al centro dei panel, il ruolo delle donne nei settori della sostenibilità, della salute, nella sfera politica e nell’antiterrorismo. Ma soprattutto, il ruolo delle donne in termini di potenziale economico inespresso.

“Guardando al Medio Oriente e al Nord Africa, le stime più recenti della World Bank suggeriscono che colmare il divario di genere nella partecipazione alla forza lavoro porterebbe non soltanto a un aumento del PIL del Medio Oriente, ma a una crescita del PIL globale del 20%; ciò si tradurrebbe in un raddoppio dell’attuale PIL della regione, o in circa 1 bilione di dollari di produzione cumulata,” spiega Iva Hamel, Rappresentante Residente della Banca Mondiale negli EAU. “Tuttavia, in media nella regione soltanto il 18% delle donne in età lavorativa partecipa alla forza lavoro – contro una media globale del 48%), il che rende l’area del Medio Oriente e del Nord Africa quella con le peggiori performance in termini di partecipazione femminile al mercato del lavoro.”

I dati della Word Bank presentati nel corso del Forum evidenziano trend ancora generalmente scoraggianti anche per quanto riguarda la leadership e l’imprenditoria femminile nel settore privato, nonché le posizioni di leadership politica. In media, soltanto il 16% delle imprese dichiara un’ownership femminile, mentre appena il 4,4% delle imprese è a maggioranza femminile e solamente il 5,6% delle imprese ha una donna come amministratore delegato o principale dirigente. Nell'ambito politico, in Medio Oriente, circa il 14% delle nomine ministeriali riguarda donne e – nel 2023 – la quota di seggi detenuti da donne nei parlamenti nazionali era pari a circa il 17% (vs. media globale del 26%).

“La spiegazione di questi dati risiede essenzialmente in fattori di domanda e di offerta. Sul lato della domanda, occorre affrontare elementi quali le percezioni delle imprese rispetto alla segregazione di genere nelle mansioni, le norme sociali, i requisiti normativi che limitano la competitività delle donne rispetto agli uomini – e che possono tradursi in costi più elevati associati all’assunzione di donne – nonché la discriminazione sistemica nei processi di selezione; sul lato dell’offerta, i principali fattori determinanti sono la sproporzionata quota di lavoro domestico non retribuito, la limitata disponibilità di servizi di assistenza all’infanzia e agli anziani a costi accessibili, e la carenza di forme di lavoro flessibile. A questi si aggiungono congedi di maternità retribuiti insufficienti e la mancanza di trasporti sicuri in molti Paesi,” conclude Hamel. “Forum come WPF sono fondamentali per analizzare i dati e aumentare la consapevolezza che non colmare il divario risulta in crescita economica non realizzata, ricchezza persa, PIL perso e opportunità mancate; è urgente intervenire, e i parlamentari del Mediterraneo, insieme, possono fare una grande differenza nel contribuire ad abbattere le barriere, anche legali.”

Accoglie appieno questo invito l’On. Giulio Centemero, da un anno Presidente PAM, che ha sottolineato come la parità di genere e l’empowerment femminile siano pilastri strategici dell’Assemblea sin dalla sua istituzione. “È necessario, ora, che gli impegni siano tradotti in azioni concrete, rafforzando i quadri legislativi, destinando risorse adeguate all’empowerment femminile e assicurando un’efficace attività di monitoraggio degli impegni internazionali.”

Alcuni altri elementi di rilievo emersi durante il Forum:

Nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa, circa il 76% delle ore totali dedicate al lavoro di cura è rappresentato dalle donne, che dedicano 3,5 volte più tempo al lavoro di cura non retribuito (i.e., circa 4,5 ore al giorno vs. 1 ora al giorno per gli uomini)

Tra le eccezioni virtuose, per quanto concerne la partecipazione femminile al mercato del lavoro la parità di genere negli studi, si distinguono gli Emirati Arabi Uniti, con un tasso di partecipazione femminile pari a circa il 46% (in linea con i leader globali) e con l’adozione di misure coraggiose per rimuovere le barriere legali alla partecipazione delle donne all’economia (sono stati il primo Paese della regione a introdurre il congedo parentale)

A questo proposito, come evidenziato da S.E. Mona AlMarri, Vice Presidente del Consiglio per l’Equilibrio di Genere degli EAU, negli EAU le donne costituiscono il 66% dei dipendenti pubblici e occupano il 30% delle posizioni di leadership; inoltre, il 56% dei laureati in discipline STEM è rappresentato da donne, e le imprenditrici generano un valore economico superiore ai 60 miliardi di dollari

Tuttavia, il percorso globale verso la parità appare ancora lungo: secondo le stime UNICEF, 122 milioni di bambine nel mondo sono ancora oggi private del diritto all’istruzione

La Senatrice giordana Suhair Al-Ali, Vice Presidente della PAM e Presidente della Seconda Commissione Permanente, ha posto l’accendo sul fatto che, entro il 2030, 1 donna o ragazza su 10 continuerà a vivere in condizioni di povertà; al ritmo attuale, la parità di genere sarà raggiunta solo tra 130 anni.