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Dopo il dimagrimento: la chirurgia plastica che chiude il cerchio

mercoledì 23 settembre 2026
Dopo il dimagrimento: la chirurgia plastica che chiude il cerchio

4' di lettura

Dimagrire in modo importante, sia attraverso un percorso dietologico sia grazie a un intervento di chirurgia bariatrica, è un risultato che cambia profondamente la vita di una persona. C'è però un aspetto che viene spesso sottovalutato: il corpo non sempre riesce ad adattarsi da solo a un cambiamento così rapido e consistente.

La pelle, distesa per anni sui volumi precedenti, resta in eccesso, e con essa arrivano problemi che vanno oltre l'estetica: arrossamenti, infezioni cutanee ricorrenti, difficoltà nei movimenti quotidiani. Ne abbiamo parlato con il dott. Matteo Maria Marino, responsabile dell'Unità operativa di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio di Gruppo San Donato, che ogni anno segue numerosi pazienti reduci da percorsi di dimagrimento importanti.

Perché serve la chirurgia plastica dopo un forte dimagrimento

«Il tessuto cutaneo e adiposo che rimane in eccesso dopo un calo ponderale importante - spiega il dott. Marino - non si riassorbe spontaneamente. Parliamo di pazienti che magari hanno perso 40, 50 o più chili: la pelle, priva della sua elasticità originaria, tende a restare come una sorta di “involucro” svuotato (dal grasso in eccesso, ndr) che non solo è motivo di disagio estetico, ma può creare vere e proprie complicanze cliniche».

Per questo motivo, l'Unità operativa di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio ha sviluppato un'attività specifica dedicata al rimodellamento corporeo post-bariatrico, in stretto raccordo con Inco, l'Istituto nazionale per la cura dell'obesità, che dal 2010 ha sede nella stessa struttura ospedaliera.

Gli interventi più richiesti

Non esiste un unico intervento valido per tutti i pazienti: la scelta dipende dalla zona del corpo coinvolta, dall'entità dell'eccesso cutaneo e dalla storia clinica di ciascuno. Tra le procedure più frequenti di chirurgia plastica post-bariatrica troviamo:

- addominoplastica, per rimuovere la cute in eccesso sull'addome e ridisegnare il punto vita;

- brachioplastica, il lifting delle braccia, indicato quando la parte interna del braccio resta particolarmente svuotata e rilassata;

- lifting delle cosce, per trattare accumuli adiposi e cute in eccesso nella zona interna;

- mastopessi, per sollevare e ridare forma al seno che ha perso tonicità;

- torsoplastica, un intervento più esteso che ridefinisce il profilo tra addome, fianchi e schiena;

- dermolipectomia, l'asportazione mirata di cute e tessuto adiposo in eccesso nelle aree più colpite dal calo ponderale.

«Sono interventi che richiedono una pianificazione attenta. Spesso è necessario intervenire su più aree del corpo, con più procedure distribuite nel tempo. Non è un percorso rapido - precisa Marino - ma è un percorso che restituisce al paziente un rapporto nuovo con il proprio corpo».

Il percorso completo all'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio

Fondamentale per il raggiungimento di un risultato soddisfacente è la sequenza delle cure. «Il rimodellamento corporeo arriva sempre alla fine di un percorso più ampio, non all'inizio. Prima ci sono la valutazione multidisciplinare, il lavoro con dietologi e psicologi, e l'eventuale intervento bariatrico gestito dal team di Inco. Solo quando il peso si è stabilizzato - chiarisce lo specialista -, la chirurgia plastica entra in gioco per completare il percorso di cura».

Inco, centro di eccellenza Sicob, la società scientifica nazionale dedicata alla chirurgia bariatrica e metabolica, e convenzionato con il Servizio sanitario nazionale (Ssn), ha trattato dal 2010 oltre 20.000 pazienti, con più di 1.500 procedure di chirurgia bariatrica e metabolica primaria eseguite ogni anno. La sua presenza all'interno dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio consente un dialogo diretto e continuo tra chirurghi bariatrici, dietologi, psicologi e chirurghi plastici, evitando al paziente di dover ricostruire da zero la propria storia clinica ogni volta che cambia specialista.

Secondo il dott. Marino, la scelta della struttura e dell'équipe non è un dettaglio secondario. «Il paziente che arriva da un percorso bariatrico – osserva lo specialista - ha caratteristiche specifiche, che vanno conosciute a fondo: alterazioni metaboliche, carenze nutrizionali pregresse, una cute che ha perso elasticità in modo diverso da persona a persona. Per questo motivo è importante rivolgersi a un contesto ospedaliero di alta specializzazione e con alto numero di casi trattati, in grado di offrire, se necessario, anche il supporto di diagnostica per immagini e di altre competenze specialistiche».

Oltre agli interventi post-bariatrici, l'Unità operativa di Chirurgia plastica dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio si occupa di chirurgia ricostruttiva del seno, chirurgia di revisione delle protesi mammarie e medicina rigenerativa, un ambito in cui vengono impiegate tecniche di lipofilling con tessuto adiposo micro e nano-strutturato per migliorare la qualità dei tessuti nel tempo.

«Il nostro obiettivo, insieme a Inco, è accompagnare la persona lungo l'intero percorso: dal dimagrimento fino al recupero di un'immagine corporea finalmente in equilibrio con la sua nuova condizione fisica», conclude il dott. Marino.