“Chi ha controllato la provenienza dei finanziamenti e la legittimità delle somme che dal Marocco arriverebbero in Italia per la moschea che Lo Russo vuole per Torino? Senza risposta a questa richiesta di trasparenza, l’iniziativa del Comune è al di fuori di ogni criterio ammissibile, addirittura fuori dai paletti imposti dal patto che il governo di centrosinistra siglò quando ministro era Minniti, mentre manca del tutto un’intesa legata alla confessione islamica, senza la quale, a nostro giudizio, non può esserci alcuna garanzia e alcuna moschea. Autorizzare quel luogo limitandosi a guardare la destinazione d’uso e la concessione del suolo pubblico è irresponsabile. La costruzione di un luogo di culto non può esaurirsi in un problema di urbanistica e ogni questione amministrativa non può essere un lasciapassare alla costruzione di un minareto. Prima di pensare a costruire una moschea e continuare il processo di islamizzazione delle nostre periferie, un sindaco avrebbe dovuto occuparsi di quei diritti che troppo spesso sono stati calpestati senza che nessuno, nemmeno la CII, abbia battuto ciglio, come la segregazione di donne a pochi metri da dove si vorrebbe costruire la moschea”. Così in una nota il Vicecapogruppo di Fdl alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli



